Riconsegnati ai fratelli Niceta i beni sequestrati

Si è chiusa il 9 ottobre 2018 una vicenda iniziata nel 2013 con un ordine di sequestro preventivo prima della Procura di Trapani, (due punti vendita di Castelvetrano), poi della Procura di Palermo, (2 dicembre 2013), con 16 punti vendita, case e azioni, dei depositi bancari e persino di un motociclo Piaggio, per un ammontare, si dice, di 50 milioni di euro, sulla base di “evidenze indiziarie che fanno ritenere…”.

Totò bacia ancora

In alcuni quartieri di Catania e Palermo la condanna penale e l’esecuzione della pena non è motivo di vergogna ma di orgoglio, una spilla al petto, una cicatrice che fa guadagnare rispetto.

Cuffaro è tornato all’ARS tra gli applausi e qualche coro di dissenso. Non è il primo criminale che vi fa ingresso, non è l’unico, non sarà l’ultimo.

In memoria di Rita

“Siamo centinaia di ragazze e ragazzi e vogliamo ricordare Rita Borsellino sostenendo i progetti del Centro Studi “Paolo Borsellino”, associazione da lei creata per diffondere e condividere buone pratiche di antimafia sociale e culturale”.

“Curriti! Viene Rita!”

Rita venne a San Cristoforo, patria dei clan mafiosi e del boss Nitto Santapaola. Lo stanzone era colmo di gente: dagli abitanti del quartiere ai ragazzini e ragazzine che frequentavano il nostro centro.

“Voglio iniziare da qui la mia battaglia per il cambiamento, nel nome di mio fratello Paolo” disse Rita.

Il processo Saguto: Telejato non c’entra, dice Lo Voi, e invece gli altri magistrati dicono sì

Man mano che vanno avanti le escussioni dei testi nel processo che si sta svolgendo presso il tribunale di Caltanissetta, nei confronti di Silvana Saguto e dei componenti del suo “cerchio magico”, in relazione all’allegra gestione della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, vengono fuori, dalle deposizioni dei vari magistrati, una serie di notizie, spesso spezzettate, dalle quali si evince con chiarezza che quanto dichiarato dal Procuratore Capo di Palermo Lo Voi e dalla sua collega Lucchini quantomeno non è esatto.

Morto un papa se ne fa un altro

C’è chi sostiene che il papa deve essere palermitano, e che perciò u zzu Matteo non potrà mai ricoprire il ruolo di capo dei capi. C’è chi invece sostiene che, essendo stato protagonista di una serie di stragi, omicidi ed altro verificatisi nella sfera palermitana o in quella nazionale, con la collaborazione della banda dei corleonesi, Matteo può, a pieno titolo ricoprire il ruolo di superpadrino, a Palermo è di casa.

A Palermo il Centro internazionale di fotografia

A ridosso dell’inaugurazione del Centro internazionale di fotografia che si terrà domani, 16 novembre, le parole di Letizia Battaglia riaccendono speranze, gioie e dolori di questa donna a cui la città di Palermo deve molto. Ed è partendo dalla riflessione su come sia possibile tirare fuori ancora la bellezza da questa metropoli che la fotografa premiata in tutto il mondo si anima.

L’amministratore amministrato

Elio Collova, un amministratore giudiziario con una carriera di tutto rispetto di dottore commercialista, di revisore dei conti, di perito del tribunale sia della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, incaricato di consulenze tecniche e di amministrazioni giudiziarie distribuite tra le procure di Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Messina e persino Cuneo.

Il sequestrato Ferdico e il suo amministratore Miserendino

I finanzieri del Gico e del Gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria hanno piazzato una microspia nello studio di Miserendino e hanno scoperto l’inghippo, arrestando Ferdico per intestazione fittizia di beni, e contestando a Miserendino l’accusa di favoreggiamento. Sotto arresto anche tre collaboratori: Francesco Montes, aveva preso in affitto il centro commerciale e lo gestiva di fatto, su disposizione dell’amministratore Miserendino, mentre gli altri due, Pietro Felice e Antonino Scrima, agivano per conto di Ferdico, che di fatto continuava a controllare tutta l’attività.