“A noi non ci pensate mai”

“Durante questi mesi di stallo non ce la siamo sentita di organizzare piattaforme streaming o alternative alla classica proiezione in sala, oramai ci siamo rassegnati: il nostro futuro non è più nelle nostre mani. La realtà al momento è questa: non riceviamo aiuti da mesi e quelli promessi non bastano.”

Edas, una nuova sfida: il teatro incontra la tecnologia  

“Noi di Ourobors abbiamo cercato di dare un input creando un nuovo progetto: E.D.A.S”- Expo Digitale Arti dello Spettacolo- “ Si tratta di una piattaforma al servizio di chi, per mestiere o per passione, si avvicina al mondo del teatro: attrici, attori, scuole, associazioni, accademie, tecnici, produttori”. Edas quindi comprende tutti quei lavoratori di cui spesso la politica, ma anche la società, si dimentica. Dietro un palco non c’è la sola ballerina, ma soprattutto i tecnici, senza i quali nulla avrebbe vita. C’è l’addetto stampa che si occupa della divulgazione dell’attività teatrale, c’è la sarta che cuce i costumi di scena e c’è il bigliettaio che accoglie gli spettatori, uno ad uno.  

Quantu è bedda a piscaria!

“Siamo chiusi dall’otto marzo. I turisti rappresentano la clientela principale della nostra attività, quindi ci aspettiamo una perdita di oltre il 70% per il 2020 e di un buon 50% per il 2021. Non riusciremo a recuperare neanche con la stagione estiva, perché è compromessa; difficilmente riapriranno gli aeroporti, ma è probabile che molti siciliani si spostino all’interno dell’isola e vengano a Catania, anche se sappiamo che molte famiglie sono in difficoltà economica pure al momento. La nostra rimane una speranza.” – continua Marco -: “I dipendenti sono tutti in cassa integrazione, però noi contiamo di riaprire l’attività a pieno regime quando finirà il blocco. Ci stiamo organizzando sulla consegna a domicilio per mantenere il posto di lavoro ai ragazzi. Alcuni di loro, infatti si occuperanno delle consegne.”

Dissestati

Gli impiegati a tempo indeterminato del Comune di Catania sono circa tremila. Quando è arrivata l’assunzione, ormai quasi trent’anni fa per tutti, hanno festeggiato. Il posto fisso al Comune in una terra dalla quale si fugge e dove due imprese su tre falliscono: una grande notizia. Per decenni il 27 del mese è arrivato puntuale lo stipendio. Adesso non più. Da dodici giorni nessuna notizia dell’accreditamento. Ora c’è il dissesto e non si sa come andrà a finire. “Che fine faremo noi? Noi siamo gente in carne ed ossa, non siamo numeri, non siamo cifre sui bilanci”.

Venezuela – Petrolio, dollari, rum e cola

Lunedì nella borsa internazionale è uscito il Petro, la nuova moneta elettronica del Venezuela. Quel giorno a Caracas i negozi erano chiusi, nessuno lavorava durante quella che i venezuelani chiamavano “la fine del mondo”. «È il cammino per una rivoluzione economica, una moneta indipendente per ridare il potere d’acquisto al popolo» diceva il presidente Maduro in diretta facebook, con gli occhi che andavano agitati a destra e a sinistra.

Venezuela, Adolfo fa il trafficante

Dal Venezuela ci vuole un minuto a piedi per arrivare in Colombia. Partendo da San Antonio del Tachira basta attraversare un ponte di appena cento metri e si è dall’altra parte, in Cucuta, dove l’unica cosa da fare è una fila di quattro ore alla dogana per un permesso di tre mesi. Quest’anno, in sei mesi, poco meno di un milione di venezuelani lo ha attraversato.