I lussi di Cosa Nostra

Sono stati i Siciliani Giovani e l’Arci Catania ad accendere i riflettori su questo immenso patrimonio, dopo che l’Agenzia nazionale dei beni confiscati lo ha inserito nell’elenco dei beni da assegnare ad associazioni ed enti di terzo settore attraverso bando pubblico. Il primo del genere, pubblicato ma subito ritirato a causa delle tante falle rilevate dalle stesse associazioni.

Casa nostra

C’è una legge, in Italia, che rappresenta un baluardo di civiltà, una di quelle nate con l’idea di portare avanti verso il progresso tutti e tutte. E’ stata pensata da Pio La Torre ed è stata approvata dopo il suo omicidio. La lotta alla mafia, dice questa legge, non è fatta solo di processi e manette. La lotta alla mafia è prima di tutto lotta per i diritti di tutti e di tutte, è riuso sociale dei beni sottratti da chi ha rapinato e distrutto enormi risorse collettive.

Vittoria: qualcuno ‘sciolga’ i commissari

E sono venticinque. Parliamo dei mesi trascorsi dalla commissione straordinaria a capo del Comune di Vittoria, sciolto per mafia. Nel silenzio, distratto o acquiescente, delle istituzioni: dalla presidenza della Repubblica che il 2 agosto 2018 ha firmato il decreto di scioglimento degli organi comunali elettivi, al Consiglio dei Ministri che lo ha prima deliberato, al Ministro dell’Interno che lo ha, ancora prima, proposto.

Nessuno minaccia Claudio Fava

Nessuno ha minacciato Claudio Fava, nessuno l’ha aggredito, non è successo niente di così clamoroso da dover andare sui giornali. Semplicemente, gli hanno inviato una comunicazione personale (tecnicamente, un “avvertimento”) che dice: “veniamo quando vogliamo. Arrivederci”.

Il Vicerè di Vittoria

Dopo due anni di amministrazione straordinaria del Comune di Vittoria ‘sciolto’ per mafia, saluta (ma non se ne va) la ‘triade commissariale guidata da Filippo Dispenza. Il quale, come altri prefetti, di funzione e di ‘titolo’, compare più volte nella lista dei sodali di Antonio Calogero Montante, l’imprenditore ex icona antimafia, condannato in primo grado dal Tribunale di Caltanissetta a 14 anni di reclusione per associazione per delinquere.  

Il nuovo giornalismo e il mondo nuovo

In che cosa noi gente perbene, ed anzi i più generosi, siamo colpevoli per la disinformazione, per la mafia, per i giornali mercanteggiati, per l’epidemia di servilismo? Perché protestiamo solo ogni anno – non ogni giorno e momento – e perché protestiamo divisi. Protestiamo per rito, per abitudine, senza crederci fino in fondo; i pochi che davvero ci credono riescono per lo più a rendersi impopolari col loro linguaggio incomprensibile e il loro “io so tutto”

SOS: la mafia è immune al virus.

E d’altronde si sa, la mafia opera sempre dove c’è miseria e disperazione: “Si presentano come benefattori dando l’opportunità di una facile liquidità, ma ciò si tradurrà in una cessione della propria azienda nelle mani della criminalità organizzata”- racconta Cuomo- “Le mafie più sofisticate usano intermediari, mandano in giro per l’Italia società finanziarie che nascondono interessi e collusioni criminali. Convincono le imprese a fare affari e acquisizioni di quote societarie.”