Il nuovo giornalismo e il mondo nuovo

In che cosa noi gente perbene, ed anzi i più generosi, siamo colpevoli per la disinformazione, per la mafia, per i giornali mercanteggiati, per l’epidemia di servilismo? Perché protestiamo solo ogni anno – non ogni giorno e momento – e perché protestiamo divisi. Protestiamo per rito, per abitudine, senza crederci fino in fondo; i pochi che davvero ci credono riescono per lo più a rendersi impopolari col loro linguaggio incomprensibile e il loro “io so tutto”

SOS: la mafia è immune al virus.

E d’altronde si sa, la mafia opera sempre dove c’è miseria e disperazione: “Si presentano come benefattori dando l’opportunità di una facile liquidità, ma ciò si tradurrà in una cessione della propria azienda nelle mani della criminalità organizzata”- racconta Cuomo- “Le mafie più sofisticate usano intermediari, mandano in giro per l’Italia società finanziarie che nascondono interessi e collusioni criminali. Convincono le imprese a fare affari e acquisizioni di quote societarie.”

Le visite nel bene confiscato alla mafia si faranno online. Per le scuole e i cittadini di tutta Italia

Abbiamo pensato a trasformare le visite guidate in visite virtuali da proporre a tutte le scuole e a tutti I cittadini che vorranno seguirle. Ciò che era materiale diventerà virtuale, lo trasmetteremo sulla piattaforma streaming twitch.tv per permettere a tutti i ragazzi, a tutti gli studenti e a tutti i cittadini, da ogni parte d’Italia, di venire a far visita al Giardino di Scidà.

Pietraperzia, un paese al centro geografico e mafioso della Sicilia

Nel pieno silenzio e buio della notte, i lampeggianti delle auto dei Carabinieri ed il rumore di un elicottero svegliano un paese addormentato, economicamente e culturalmente. Poche ore dopo, oltre il canale della Manica, un messaggio sveglia anche me: “21 persone stanotte in paese”. Non mi servono altri dettagli per capire: l’ennesimo blitz antimafia nel mio paese di origine, Pietraperzia; un comune di circa 7.000 abitanti nella provincia di Enna e con una posizione strategica fra quest’ultima e quella di Caltanissetta.

L’antimafia fasulla e quella vera

C’è una manifestazione antimafia: che migliore occasione? E subito si fionda in prima fila, appena dopo lo striscione. Ma purtroppo per lui, non è una delle manifestazioni “antimafia” del Gran maestro, ma antimafia vera, i Siciliani giovani addirittura. Una signora lo riconosce e garbatamente gli chiede che faccia là. Lui dà in escandescenze. La gente comincia a voltarsi, don Ciotti lo guarda perplesso, qualche ragazzo comincia a fare “Razzista! Via di qua!”. Lui imbestialisce, si lancia, arrivano i poliziotti e, urlante e scalciante, se lo portano via.

Totò bacia ancora

In alcuni quartieri di Catania e Palermo la condanna penale e l’esecuzione della pena non è motivo di vergogna ma di orgoglio, una spilla al petto, una cicatrice che fa guadagnare rispetto.

Cuffaro è tornato all’ARS tra gli applausi e qualche coro di dissenso. Non è il primo criminale che vi fa ingresso, non è l’unico, non sarà l’ultimo.

La falsa antimafia

La direzione investigativa antimafia della Procura di Catania ha arrestato questa mattina il noto massone Corrado Labisi, titolare dell’istituto Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati che svolge attività di riabilitazione e integrazione di soggetti disabili. Nel premio di sua invenzione, intitolato ai magistrati uccisi dalla mafia, ogni anno premiati giudici, esponenti delle forze dell’ordine e delle istituzioni.