Il Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia. Come sono stati spesi tutti i soldi raccolti.

Il dettaglio di tutte le spese effettuate per mettere in sicurezza e ripulire il Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia e affidato a I Siciliani Giovani, Arci, Gapa e Fondazione Fava.  Ogni singolo centesimo donato può essere visto, toccato con mano, entrando al Giardino di Scidà. Come promesso, abbiamo speso con estrema attenzione tutti i soldi donati. Adesso che devono iniziare le attività, in locali finalmente sicuri e accoglienti, abbiamo bisogno ancora di tutto il vostro sostegno.

9 maggio 2018

Come ogni anno si ripropone l’eterna questione di non ridurre Peppino a un santino, a una icona da inserire nel pantheon degli eroi antimafia. Come ogni anno si ripropone il problema di una identità di Peppino negata dall’immagine che ne hanno dato i mass media o i film su di lui e su Felicia.

Quei beni confiscati che nessuno toglie alla mafia

A Catania le Istituzioni non riescono a gestire il patrimonio confiscato alla mafia, che rimane spesso nella disponibilità dei mafiosi. Ci sono gli appartamenti al pian terreno confiscati, assegnati al Comune, e utilizzati dalle sentinelle dello spaccio, c’è un bar confiscato irrevocabilmente nel 2016, affidato al Comune di Catania e ancora in mano a chi lo gestiva prima del sequestro.

“Eppur si muove”

Gli studenti del Galilei. A Catania un gruppo di studenti che voleva restare a scuola per fare assemblee (fra l’altro, sulla criminalità mafiosa) è stato bloccato dalla preside, che ha chiamato la polizia.

Quale antimafia?

“Contro l’antimafia”, non può che piacere ai mafiosi, ai quali alcune forme d’antimafia hanno dato fastidio, hanno arrecato danni d’immagine, hanno fatto cambiare modi di pensare che sembravano immutabili, hanno rovinato alleanze politiche e gestione dell’economia, mai messe in discussione in passato. Certamente piacerà a tutta l’altra massa di siciliani spettatori, che, in fondo all’anima sperano che tutto si sistemi e che torni come prima, quando la mafia era onnipotente.

 

La gioia di Peppino

Di questo 9 maggio a Cinisi, non ci porteremo le divisioni e le incomprensioni. Di questo giorno vogliamo riportare solo la gioia di tutti quei bambini e ragazzi. E la stima e il profondo affetto per un amico che continua a mancarci per com’era.

Noi emigranti

I siciliani veri, quelli che non dimenticano di avere avuto padri e nonni emigranti, salutano con affetto e gratitudine i volontari che rischiano la vita per salvare gli emigranti di ora.

Se vi si dovesse infiltrare qualche raro individuo mosso da motivi oscuri, venga fatta giustizia esemplarmente, come per i traditori dell’antimafia tipo Montante o Saguto. Ma in nessun caso si faccia confusione con i numerosissimi concittadini che tengono alta, salvando e non massacrando altri esseri umani, la bandiera d’Italia e l’umanità millenaria della nostra gente.

Chiunque cerchi pretesti per sabotare la loro opera, per motivi politici o per debolezza morale, è un complice dei trafficanti e un nemico del nostro Paese.

Seguiremo con attenzione le inchieste giudiziarie su questi temi, appena verranno iniziate e non semplicemente accennate. Confermiamo la nostra fiducia alla Magistratura nel suo complesso, presidio – da Falcone in poi – della Repubblica basata sulle leggi e i diritti umani.

L’antimafia vera e quella fasulla

Tragediatori, opportunisti, professionisti, volontari, attivisti e altro

L’antimafia non ha stagioni, non ha autunno: essa vive lì dove la gente non riesce a soddisfare i suoi elementari bisogni, dove c’è fame di lavoro, di giustizia, di legalità, di nonviolenza, d’informazione corretta, di educazione e di formazione. È l’antimafia sociale. Ma queste cose chi ha militato a sinistra dovrebbe saperle. Purtroppo, proprio a sinistra esiste l’inveterata abitudine a dividersi, a credere che ognuno sia depositario della verità assoluta.

Dalle città all’Europa

30 giugno 2012

Non funziona proprio più, l’Europa ufficiale. Chiacchiere, banche e sacrifici ineguali. Sta facendo più danno, all’idea di Europa, di qualunque altra cosa. Eppure di Europa abbiamo più bisogno che mai. La Francia non è più una nazione, è – nell’epoca delle Cine e delle Indie – semplicemente una città-stato. E così l’Italia, la Germania, l’Inghilterra. O uniti o niente. E uniti non vuol dire solo euro, ma proprio uno stato comune.

Gli allegri passeggiatori sul cadavere di Pino

Resta, comunque, un video e un’immagine che ci restituisce un Pino cazzone. Com’è Pino del resto. E dovreste vedere quanti professoroni dell’antimafia ha fatto incazzare quando ha smentito fior di luminari con la prova dei fatti, l’andare per strada, il riportare la notizia. Perché Maniaci, segnatelo, ha fatto contro le mafie più di decine di onorevoli sazi. E se l’ha fatto con quest’umanità così debole e a tratti misera, se ha ottenuto quello che ha ottenuto pur essendo il Pino che ci stanno raccontando questo vi dice quanto siano vigliacchi alcuni di quelli che oggi ne celebrano la caduta. Vigliacchetti da conferenza, catering e hotel che vorrebbero imporci la moderazione perché non si notino troppo le differenze.