Nessuno minaccia Claudio Fava

Nessuno ha minacciato Claudio Fava, nessuno l’ha aggredito, non è successo niente di così clamoroso da dover andare sui giornali. Semplicemente, gli hanno inviato una comunicazione personale (tecnicamente, un “avvertimento”) che dice: “veniamo quando vogliamo. Arrivederci”.

Il Vicerè di Vittoria

Dopo due anni di amministrazione straordinaria del Comune di Vittoria ‘sciolto’ per mafia, saluta (ma non se ne va) la ‘triade commissariale guidata da Filippo Dispenza. Il quale, come altri prefetti, di funzione e di ‘titolo’, compare più volte nella lista dei sodali di Antonio Calogero Montante, l’imprenditore ex icona antimafia, condannato in primo grado dal Tribunale di Caltanissetta a 14 anni di reclusione per associazione per delinquere.  

Il nuovo giornalismo e il mondo nuovo

In che cosa noi gente perbene, ed anzi i più generosi, siamo colpevoli per la disinformazione, per la mafia, per i giornali mercanteggiati, per l’epidemia di servilismo? Perché protestiamo solo ogni anno – non ogni giorno e momento – e perché protestiamo divisi. Protestiamo per rito, per abitudine, senza crederci fino in fondo; i pochi che davvero ci credono riescono per lo più a rendersi impopolari col loro linguaggio incomprensibile e il loro “io so tutto”

SOS: la mafia è immune al virus.

E d’altronde si sa, la mafia opera sempre dove c’è miseria e disperazione: “Si presentano come benefattori dando l’opportunità di una facile liquidità, ma ciò si tradurrà in una cessione della propria azienda nelle mani della criminalità organizzata”- racconta Cuomo- “Le mafie più sofisticate usano intermediari, mandano in giro per l’Italia società finanziarie che nascondono interessi e collusioni criminali. Convincono le imprese a fare affari e acquisizioni di quote societarie.”

Le visite nel bene confiscato alla mafia si faranno online. Per le scuole e i cittadini di tutta Italia

Abbiamo pensato a trasformare le visite guidate in visite virtuali da proporre a tutte le scuole e a tutti I cittadini che vorranno seguirle. Ciò che era materiale diventerà virtuale, lo trasmetteremo sulla piattaforma streaming twitch.tv per permettere a tutti i ragazzi, a tutti gli studenti e a tutti i cittadini, da ogni parte d’Italia, di venire a far visita al Giardino di Scidà.

Pietraperzia, un paese al centro geografico e mafioso della Sicilia

Nel pieno silenzio e buio della notte, i lampeggianti delle auto dei Carabinieri ed il rumore di un elicottero svegliano un paese addormentato, economicamente e culturalmente. Poche ore dopo, oltre il canale della Manica, un messaggio sveglia anche me: “21 persone stanotte in paese”. Non mi servono altri dettagli per capire: l’ennesimo blitz antimafia nel mio paese di origine, Pietraperzia; un comune di circa 7.000 abitanti nella provincia di Enna e con una posizione strategica fra quest’ultima e quella di Caltanissetta.

L’antimafia fasulla e quella vera

C’è una manifestazione antimafia: che migliore occasione? E subito si fionda in prima fila, appena dopo lo striscione. Ma purtroppo per lui, non è una delle manifestazioni “antimafia” del Gran maestro, ma antimafia vera, i Siciliani giovani addirittura. Una signora lo riconosce e garbatamente gli chiede che faccia là. Lui dà in escandescenze. La gente comincia a voltarsi, don Ciotti lo guarda perplesso, qualche ragazzo comincia a fare “Razzista! Via di qua!”. Lui imbestialisce, si lancia, arrivano i poliziotti e, urlante e scalciante, se lo portano via.