Pianeta Terra

C’è una grande campagna siciliana e c’è una vecchia automobile, col motore a metano, che corre ballonzolando sullo sterrato. C’è un po’ di ragazzi a bordo, e anche un vecchio barbuto con gli occhiali neri. Ed ecco una cancellata sullo sfondo, è sempre più vicina, l’auto s’infila dentro nel polverone e scendono giù i ragazzi e poi, più lentamente, pure il vecchio.

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Arance amare

Sulla strada provinciale 74 che porta a Palagonia sono tutti alberi di arance, decine di migliaia, a perdita d’occhio. Di piccoli imprenditori, di grandi multinazionali e di mafiosi. I primi giorni di novembre del 2010 in contrada Alcovia sono arrivati i carabinieri ed hanno notificato il decreto di confisca. Ma da allora nessuno è andato via. Hanno continuato a raccogliere le arance e a godersi le ville. Nonostante quei beni fossero stati definitivamente confiscati alla mafia.

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Casa nostra

C’è una legge, in Italia, che rappresenta un baluardo di civiltà, una di quelle nate con l’idea di portare avanti verso il progresso tutti e tutte. E’ stata pensata da Pio La Torre ed è stata approvata dopo il suo omicidio. La lotta alla mafia, dice questa legge, non è fatta solo di processi e manette. La lotta alla mafia è prima di tutto lotta per i diritti di tutti e di tutte, è riuso sociale dei beni sottratti da chi ha rapinato e distrutto enormi risorse collettive.

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Ma la mafia abita ancora qua

A Gravina di Catania gli immobili confiscati alla famiglia Zuccaro risultano occupati nonostante siano stati inseriti nel bando dell’Agenzia Nazionale. Due assemblee si sono tenute a Catania nelle ultime settimane, con tante associazioni e persone di buona volontà, per denunciare tutto questo: per fare squadra e non rassegnarci. È possibile ancora consentire che la malagestione dei beni confiscati continui a essere un regalo alle organizzazioni mafiose?

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