Falcone ricordarlo non basta

Il giudice Giovanni Falcone

Dobbiamo difenderlo

Falcone, a Catania, è stato praticamente messo fuorilegge. Qui commemorarlo non basta, bisogna invece difendere il suo concreto lavoro – pagato con la vita – e il suo preciso insegnamento.

I fatti rispetto a qualche giorno fa non sono cambiati

Pino Maniaci_01

“La notizia che fa tremare l’antimafia e che fa brindare i mafiosi e non solo: Pino Maniaci indagato perché avrebbe ammorbidito l’attenzione sul lavoro dei sindaci di Partinico e Borgetto in cambio di soldi e di posti di lavoro.”

“Una giornata a Telejato. Se un osservatore fosse stato presente a Telejato il giorno 29 dicembre del 2014, avrebbe visto arrivare alle 11 del mattino una dozzina di persone, infervorate a discutere tra loro.”

 

Gli allegri passeggiatori sul cadavere di Pino

TV:PINO MANIACI A RADIO SIANI

Resta, comunque, un video e un’immagine che ci restituisce un Pino cazzone. Com’è Pino del resto. E dovreste vedere quanti professoroni dell’antimafia ha fatto incazzare quando ha smentito fior di luminari con la prova dei fatti, l’andare per strada, il riportare la notizia. Perché Maniaci, segnatelo, ha fatto contro le mafie più di decine di onorevoli sazi. E se l’ha fatto con quest’umanità così debole e a tratti misera, se ha ottenuto quello che ha ottenuto pur essendo il Pino che ci stanno raccontando questo vi dice quanto siano vigliacchi alcuni di quelli che oggi ne celebrano la caduta. Vigliacchetti da conferenza, catering e hotel che vorrebbero imporci la moderazione perché non si notino troppo le differenze.

Il mio amico Maniaci

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Telejato deve continuare. Come la lotta contro la gabella a Napoli, come la tierra y liberdad dei contadini. Con Masaniello, con Pancho Villa, dopo Pancho Villa, dopo Masaniello. Perché siamo noi questa lotta, noi popolo, noi banda di disperati. Non un singolo capo, che prima o poi può crollare. Voi nobili, voi giornalisti importanti, guardate solo ai capi. Ma noi abbiamo vissuto un’altra storia, un’altra grande speranza e sofferenza. Noi siamo qui, noi non molliamo.

Solidarietà a Pino Maniaci

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I Siciliani riaffermano la loro piena fiducia e solidarietà a Pino Maniaci e alla redazione di Telejato. Non è la prima volta – Giuseppe Fava, Peppino Impastato, Titta Scidà – che l’antimafia viene colpita da accuse rivelatesi successivamente infondate e spesso pretestuose.

La vera antimafia e l’ “antimafia” dei padroni

doposcuola, foto Mara Trovato

Potremmo dire: “ve lo avevamo detto!” E in effetti lo diciamo da anni, noi piccola testata e movimento antimafia. Antimafia: parola ormai inflazionata perché molti padroni della politica e del denaro di questa parola ne continuano ad abusare per conquistare un “attestato antimafia”, molte volte sottoscritto e legittimato, dalla società civile – quella della “gente perbene” in Sicilia e fuori…

La nuova resistenza

trittico-la nuova resistenza

Settantuno anni sono passati, e dal ‘68 al ‘77 fino ad arrivare al G8 di Genova, si sono alternate diverse “nuove resistenze”, necessarie per via dei vari governi che molte volte non hanno rispettato la Costituzione e i diritti sanciti da questa. Ingiustizia sociale, una politica istituzionale corrotta e degradata, una oppressione mafiosa infiltrata in tutti gli strati sociali e l’abbandono delle fasce più deboli che vivono nei quartieri popolari e periferici della nostra penisola, hanno spinto molti movimenti sociali a riprendersi il ruolo dei nuovi partigiani.

Basterebbe una pernacchia

claudio-fava, fonte web

Che il faccendiere Gianluca Gemelli desideri “eliminare” certa antimafia (dentro la quale, bontà sua, colloca anche il sottoscritto) non mi preoccupa e non mi offende.

Senza Falcone

giovanni falcone

Una recente sentenza del locale Tribunale ha deciso che il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” (uno dei pilastri della giurisprudenza falconiana) in realtà non esiste. E di conseguenza ha assolto il famoso imprenditore-editore Mario Ciancio.

La vicenda della discarica di Mazzarrà approda in Parlamento

la discarica di Mazzarà foto di Carmelo Catania

Dopo il tour dei veleni in provincia di Messina, i deputati del Movimento cinque stelle hanno depositato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’interno.L’interrogazione è sulla gestione del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea – recentemente sciolto per mafia, sulla sua partecipata Tirrenoambiente che, fino al novembre 2014, ha gestito la locale megadiscarica di contrada Zuppà – e sul condizionamento mafioso della zona tirrenica del messinese.