Il vertice degli sciamannati e la voce del popolo

Il corteo a Giardini, contro il G7, inizia e prosegue tra musica, balli, bandiere della pace e allegria. È una festa. Mentre Trump e gli altri capi di stato non riescono a mettersi d’accordo su niente e trasformano il G7 in “una riunione di condominio senza il numero legale per prendere decisioni”, il popolo fa sentire la sua voce.

Al Contro Vertice dei popoli, anche per Mohamed

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Il camper della Carovana migranti è parcheggiato davanti al cinema King, ed entrando la grande sala espone i volti di Pedro, Lisa, Salvador, e tanti altri. “Dove sono?”. Ieri in via De Curtis, nel cuore di San Berillo, il cinema ha ospitato la prima giornata del Contro vertice dei popoli. Un incontro che canzona quello ufficiale dei sette capi di Stato che si terrà oggi a Taormina. “Si credono grandi ma sono dei nani!” dice un’installazione artistica posta all’ingresso del cinema.

La gioia di Peppino

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Di questo 9 maggio a Cinisi, non ci porteremo le divisioni e le incomprensioni. Di questo giorno vogliamo riportare solo la gioia di tutti quei bambini e ragazzi. E la stima e il profondo affetto per un amico che continua a mancarci per com’era.

Borgetto: sciolto il comune per mafia

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Un commissario adesso sarà nominato per sostituire il sindaco e farne le funzioni, in attesa che il Ministro degli interni, nello stesso modo in cui ha proceduto allo scioglimento non disponga di una data per nuove elezioni. Attenzione, il commissariamento potrebbe durare anche anni, in attesa di una bonifica che accerti come le condizioni che hanno portato allo scioglimento siano state rimosse.

Cos’ha davvero detto il giudice Zuccaro

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Relazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, Carmelo Zuccaro e del  sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catania, Andrea Bonomo al “Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione”.

Noi emigranti

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I siciliani veri, quelli che non dimenticano di avere avuto padri e nonni emigranti, salutano con affetto e gratitudine i volontari che rischiano la vita per salvare gli emigranti di ora.

Se vi si dovesse infiltrare qualche raro individuo mosso da motivi oscuri, venga fatta giustizia esemplarmente, come per i traditori dell’antimafia tipo Montante o Saguto. Ma in nessun caso si faccia confusione con i numerosissimi concittadini che tengono alta, salvando e non massacrando altri esseri umani, la bandiera d’Italia e l’umanità millenaria della nostra gente.

Chiunque cerchi pretesti per sabotare la loro opera, per motivi politici o per debolezza morale, è un complice dei trafficanti e un nemico del nostro Paese.

Seguiremo con attenzione le inchieste giudiziarie su questi temi, appena verranno iniziate e non semplicemente accennate. Confermiamo la nostra fiducia alla Magistratura nel suo complesso, presidio – da Falcone in poi – della Repubblica basata sulle leggi e i diritti umani.

Valle del Mela – Ed ecco chi “controlla” l’inquinamento

Milazzo 13 Marzo 2016 - 01

Padre Giuseppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, che da oltre trentacinque anni conduce quotidianamente la battaglia ambientale nella Valle del Mela, interviene sui dati recentemente diffusi dal Registro tumori, secondo cui l’ordine sanitario regna nel comprensorio – altamente inquinato – della Valle.

Occidente – L’età dell’Acquario

Migranti aspettano lo sbarco al posto di Catania sulla nave Aquarius - foto di Alessandro Romeo

Il 5 aprile la nave umanitaria Aquarius riceve dal MRCC di Roma la segnalazione di un gommone in difficoltà in area SAR, a ridosso delle coste Libiche. A fine giornata saranno quattro i gommoni soccorsi e quattrocentotrentadue le persone salvate, tra loro donne incinte e minori non accompagnati. I migranti raccontano di violenze estreme subite in Libia, torture nei centri di detenzione, violenze sessuali. Verranno sbarcati il 7 aprile al porto di Catania, sede Frontex.

Libertà di stampa – Telejato assediata vuole continuare

telejato - maniaci

Constatata la difficoltà di potere svolgere serenamente un lavoro che per la sua specifica identità antimafia, anticorruzione e antillegalità non può che essere esposto a ritorsioni, considerato che gli ostacoli non vengono soltanto dal sottobosco mafioso, ma persino da chi dovrebbe apprezzare e tutelare il tuo lavoro, “in nome della legge”, ciò che resta è mettersi il bavaglio e rinunciare a trasmettere o continuare alla disperata in attesa che dall’alto qualcuno non disponga la chiusura definitiva o in attesa di una dichiarazione di fallimento. Stile Turchia. Noi non siamo più disposti a farci macinare né dalla Saguto né dai suoi amici, né da tutti quelli che si abbuffano al tavolo dei beni sequestrati a presunti mafiosi.