domenica, Aprile 14, 2024
Cronaca

Ustica, la memoria insabbiata

Uno spiraglio negli armadi della Repubblica? No: gli scheletri restano dentro e le stragi restano stragi

 A quasi dodici anni dall’ assassinio del presidente della Libia Gheddafi , Giuliano Amato, che nel corso del tempo ha svolto incarichi istituzionali di grandissimo rilievo, ( con la sua intervista odierna) riporta in “vita” e alla memoria comune Mu’ammar Gheddafi.

Non è “ un’ impresa da poco”.

Infatti, il “Comandante” libico, ucciso a Sirte il 20 ottobre 2011, che con un colpo di stato militare all’inizio di settembre 1969 cacciò il re Isdris, gettando le basi per la costruzione della Libia moderna, è stato cancellato drasticamente dalle cronistorie internazionali, cosi’ come e’ stata cancellata la storia della Libia recente, dei quaranta anni che hanno preceduto la caduta violenta del “colonnello”.

Dopo il perverso e criminale colonialismo imperialista Italiano, e il ” ritorno” post guerra mondiale, a seguito del volere delle potenze occidentali, dell’oscurantista monarchia, la Libia, distrutta territorialmente ed umanamente dalla dittatura fascista, con le innovazioni ghedaffiane, certamente un accentratore violento nella gestione del potere, come” dittatori” ( e ladri in conto proprio) sono state tutte gli stati europei in Africa e in Libia, in pochi decenni era diventata, sul piano economico civile e sociale, lo Stato più avanzato e modernista, emarginando, tra l’altro, anche con atti violenti, tutti i movimenti religiosi dell’ estremismo islamico. Gheddafi definiva la Libia “ socialista”.

Inoltre, la Libia era diventata punto riferimento ( dopo le fallite esperienze ” socialiste” post-coloniali che avevano interessato diversi stati) del riscatto dell’ intera Africa, con l’ obiettivo principale di liberarsi dai condizionamenti diretti e occulti del ” mondo occidentale”, francesi in particolar modo. A questo riguardo è importante ripassarsi in particolare le cronistorie del nord e centro- Africa a partire da circa la metà’ del 1800. Con attenzione specifica alle imprese colonialiste italiane che a partire dal 1911, al suono e al canto di “Tripoli bel suol d’amore”, approfittando del decadimento dell’impero ottomano, aggredirono la Libia, volendo conciliare ammazzamenti e incontri amorosi.

https://www.youtube.com/watch?v=yslUUVO2Rnc

L’occupazione italiana che portava “civiltà”, durò poco più di quaranta anni, poi i fascisti, sostenuti militarmente in suolo libico dai nazi-tedeschi, dopo lo scatenamento della guerra mondiale, fuggirono, dopo avere coinvolto nel disfacimento i tanti italiani che avevano “convinto” di emigrare in Libia, che si trovarono abbandonati. I fascisti ….pensavano di arrivare a Il Cairo, e di svernare sotto le piramidi.

La Libia, poi, attaccata (…dai ben noti costruttori di “pace e democrazia”), distrutta, e ridotta di nuovo alle separazioni etniche, e in mano ai gruppi di potere attualmente in auge, è ritornata alle stesse condizioni in essere dopo il crollo dell’ impero ottomano.

Il resto è storia dell’oggi. 

Le nuove  entità” governative libiche sopravvivono, tra l’ altro, grazie alle nefandezze e al ” mercato” di sfruttamento che viene fatto, con nefasti e criminali danni, sui tanti profughi- migranti, che si ammassano in Libia, fuggendo da guerre, sfruttamenti, desertificazioni, povertà e fame.

Vedremo, dopo questo nuovo pronunciamento che riguarda l’ assassinio di 80 persone, cosa di nuovo ed importante emergerà’ sulle scene giudiziarie, a partire dalle incriminazioni che nominalmente potranno riguardare rappresentanti delle strutture civili/politiche e militari, nazionali e internazionali ( compresa la Nato), che con le proprie azioni hanno determinato l’ abbattimento dell’ aereo civile italiano nella strage di Ustica del 27 giugno 1980.

…Altroché scuse francesi …..come se si trattasse del furto di un quadro.

Si pretendeva ( e si pretende) che la Libia, dopo essere stata per lungo tempo sotto il tallone del colonialismo europeo, divenisse miracolosamente “eccelsa democrazia”.

Stante il parere dell’ Europa, e in particolare degli Stati che guidarono l’ aggressione alla Libia nel 2011.

Dimenticando, questi signori, che parvenze significative di democrazia nel nostro continente sono complessivamente recente. Nate dopo moltissimi secoli di storia, dopo le due grandi guerre che hanno determinato la distruzione totale, la morte di oltre 100 milioni di persone, e la pratica plurisecolare dello sfruttamento del continente africano, e dei corpi di donne, uomini e bambini africani, con il mercato degli schiavi che resero operativo per alcuni secoli.

Foto copertina: © Vittorio Lo Verde / Agf

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