La rivolta dei Riders di Milano: stop al delivery food.

Deliverance Milano è un collettivo politico di precari e fattorini attivi nel delivery food, i fattorini 2.0 in pratica. È anche un sindacato sociale autonomo auto organizzato e una rete di supporto a sostegno dei lavoratori in lotta.

 “Il decreto del ventidue marzo del presidente Conte non ha cambiato proprio nulla, nonostante la richiesta di stop da parte dei settori produttivi e dei servizi non essenziali” dicono i riders.

Il Governo ha infatti affermato di volere chiudere tutte le attività non essenziali fino al tre aprile. Le fabbriche e, in generale chi produce beni essenziali, continua a lavorare.

“La nostra condizione è paradossale”- spiegano i riders milanesi- “I lavoratori più ricattabili continuano a far fatturare le loro aziende, nonostante i rischi sanitari continuino a persistere, Milano è la seconda provincia più colpita in Lombardia, infatti il numero di decessi continua a salire e i dispositivi di sicurezza per noi lavoratori continuano a mancare.”

“Il delivery food è stato paragonato al servizio della Protezione Civile, necessario perché porta la spesa a chi non può uscire di casa in tempi di pandemia”- dichiarano i riders- “Però che fanno le piattaforme?  Sospendono il servizio in alcune città e in molte zone, dove non rende, togliendo di fatto lo stipendio garantito e abbassando le ore di lavoro alle flotte. Si tratta di un’altra truffa: alla fine, dati i tagli al welfare, ci rimettono sempre i lavoratori e i contribuenti.”

“Resta il fatto che il business del cibo portato a casa consiste in sushi, hamburger e patatine, non è proprio essenziale. Fondamentali invece sono il diritto alla salute e il reddito per i lavoratori” afferma con decisione il collettivo.

Meglio tardi che mai: “Ieri sera finalmente Glovo ha iniziato a distribuire i DPI (dipositivi di protezione personale) in alcuni ristoranti, i pochi rimasti aperti, ma il materiale non è sufficiente a coprire tutta la flotta e per garantire standard di sicurezza e di salute adeguati. Le altre società come Deliveroo e  Ubereats, continuano a latitare su questo fronte, mettendo a disposizione soltanto un rimborso spese.”

“I governatori delle Regioni e i Comuni devono prendere posizione. Ad esempio in Lombardia i fattorini rischiano fino a cinquemila euro di multa per gli assembramenti davanti ai ristoranti; in Campania si è deciso di sospendere il servizio” -dicono i riders- “Stando così le cose, l’unica cosa da fare per noi è continuare a non lavorare. A maggiore ragione in questi giorni , durante i quali ci sentiamo vicini a tutte quelle persone che hanno perso qualcuno a causa del virus e a tutti quei lavoratori che non potendo scegliere sono costretti a lavorare sotto ricatto.”

“Oggi noi ci fermiamo, perché in uno Stato in cui i lavoratori non sono considerati risorse essenziali, da tutelare e garantire, ciò equivale ad un sopruso. Chiudiamo il delivery!” concludono i riders.

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