Selfie – I Siciliani Giovani

Selfie

“La sai usare una telecamera?”

“No”

“Meglio il cellulare?”

“Sí!” 

 

Davide Bifolco é stato ucciso dalle guardie “gli hanno sparato ed é morto”, ha più o meno dieci anni chi lo racconta “questo é il processo della formica contro l’elefante”. Non aveva ancora 17 anni, viene scambiato per un latitante che scorrazza nel rione Traiano di Napoli. Un carabiniere lo uccide. 

Foto di Giovanni Caruso
“Guarda qua, pare la stanza di un boss.”
“E tu fuss u boss?” 
 
Es17 é la scritta che si trova ai quartieri spagnoli vicino alla vetrinetta di una madonnina, la sua fidanzata quella firma l’ha vista sotto il sole di Luglio nel 2015. Emanuele Sibillo era stato a Nisida, mica se lo immaginava di diventare un brand, il titolo di un film, il capo perpetuo delle baby gang. Eppure era possibile immaginarlo, il capo della paranza dei bambini in combutta con i vecchi camorristi. Una lotta giovani vecchi nuova per la criminalità organizzata. Padri contro figli. 
 
Ci sono i freddi dati OCSE, freddi e veri, dicono che oggi quasi il sette per cento dei minorenni fa parte della banda dei bambini, di una baby gang. E tre su dieci prima di raggiungere la maggiore età hanno partecipato almeno ad una rissa.
Alcuni hanno la pistola in una tasca ancora troppo piccola per nasconderla bene. 
 
“Io voglio che rimaniamo compagni per sempre”.
“Pure nella vecchiaia”. 
 
I sentimenti dei ragazzi incorniciati nella strada sono pesanti e sono la verità più vera. “Aldilà del bene e del male”. Benessere psicologico é una parola che ai molti fa effetto, agli altri fa ridere. Eppure legarsi a qualcuno per stare bene é emozione propria ad ognuno di noi. 
 
Studiare costa troppo: troppo tempo e troppi soldi. Serve iniziare a lavorare. Lavorare ancora prima di poter prendere la patente. Magari nemmeno la si prende ormai.  La strada insegna anche a saper guidare bene senza maestri. La scuola sono i compagni fedeli, quelli fidati. 
 
 
Enzo Timonieri, 26 anni, é stato trovato ammazzato a Vaccarizzo, i video di Tik Tok sono la cronaca della sua vita e raccontano una verità scomoda: “Soffrite in silenzio”. Enzo era un giovane narcotrafficante di Catania ucciso dai suoi amici, quelli dei Nizza. 
Emanuele, 17 anni, Vincenzo 28, Agatino, 19 anni: sono storie diverse ma tutte di ragazzi senza pace, “di ragazzi connessi” come li definiscono le statistiche.
Il futuro è vicino. Mentre qualcuno pensa che la bussola di questa generazione si sia rotta, la stessa generazione chiama la rivolta: ” le cose cambiano con i desideri che muovono l’agire, non con le prediche e i pregiudizi” dice Danilo, insegnante di un paese dell’entroterra sardo, Ortueri. 
Dalla prima fila del corteo per Lorenzo, 18 anni, morto in alternanza scuola lavoro un ragazzo si commuove gridando “Le nostre idee non moriranno mai”. 
 
Foto di Davide Lamonica
 
Alessandro e Pietro sono i protagonisti di un film, vero e brusco. Come i dati OCSE. É una parte, solo una parte, della storia di questi giovani che si sta consumando. É un’inchiesta ripresa col telefonino. Un Selfie.
 
Qui i dati OCSE: il 6,5% dei minorenni apparterrebbe a una baby gang, il 16% avrebbe commesso atti vandalici, mentre tre ragazzi su dieci avrebbero partecipato a una rissa.
 
Giulia Biazzo

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