"L'Italia ripudia..." - 2 - I Siciliani Giovani

“L’Italia ripudia…” – 2

La pace e le “Forze armate”

Un sindaco con la bandiera della pace e la maglietta ha fatto scalpore perché i carabinieri non hanno gradito. A me viene un po’ da ridere: in anni lontani – non c’era ancora stato il “sessan­totto” – alcuni studenti bolognesi si incontravano nella chiesa valdese metodista (a quell’epoca i cappellani militari avevano portato in tribunale don Milani e p.Balducci sostenitori dell’obie­zione di coscienza al servizio militare allora obbligato­rio) per ra­gionare di nonviolenza e, appunto, di quell’obiezione che inter­pellava la coscienza nei confronti di un principio costi­tuzionale (e non di una sempre riformabile legge). Questi ragaz­zi (uno di loro oggi è magistrato) decisero di uscire e rivolgersi all’opinione pubblica proprio il 4 novembre, il giorno dell’ “inu­tile strage” (26 milioni di vittime, metà civili), inutile perché i vantaggi ac­quisiti si potevano ottenere al tavolo negoziale preli­minare, che comunque portò alla “vittoria” dell’Italia. Il volanti­no – non pre­gevolissimo nello stile pensava la prof. cofirmataria – diceva che la guerra non era una bella trovata e che non si ca­piva perché so­lennizzare una guerra. In piazza Maggiore i futuri obiettori furo­no fermati e denunciati per vilipendio: un pretore intelligente – Mario Antonacci, da poco scomparso – informò questura e citta­dini con una “declaratoria immediata” che il vo­lantino dice­va solo cose che stavano in tutti i libri di scuola. Forse è stata il mio primo intervento davvero “politico”; comun­que, in sostanza, sono rimasta lì. E mi viene da ridere ancora ve­dendo il carabinie­re che si allontana, offeso per un sindaco inge­nuo come tutti quelli che dicono che il re è nudo.

Invece fa piangere il narcisismo dell’attuale ministro della di­fesa Mario Mauro che si esibisce pieno di orgoglio muscolare nella propaganda dell’investimento (perdente) italiano per una dotazione militare che altri paesi ritengono inutile. La foto pub­blicitaria dice, testuale: “To love peace, you must arm peace. F35 does that”. L’inglese elementare dice che “per amare la pace la si deve armare, cosa che fanno appunto gli F35″. Intanto instal­liamo a NIscemi la base di rilevamento satellitare che controlle­rà tutte le operazioni internazionali da parte della difesa Usa.

Forse le commemorazioni del 4 novembre1918 (che aveva giu­rato “mai più”) sono un po’superate, Bisognerebbe rammen­tarlo anche al presidente della Repubblica: le forze armate han­no la sola funzione prevista dall’articolo undici, su cui deve vi­gilare il Parlamento.

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