L’arte al tempo del virus

Marta e Sebastian di solito stanno dietro la macchina, da buoni fotografi, ma oggi hanno deciso di mettersi in gioco: sono diventati protagonisti della stessa arte che producono.

Non si mettono in ghingheri quando lavorano, forse perché così chiunque può immedesimarsi: nessun vestito elegante, niente trucco sul viso della ragazza. Marta indossa una maglia larga, ha la frangetta spettinata e la coda di cavallo; Sebastian indossa una t-shirt a maniche corte, porta la barba lunga, ma non troppo.

foto di Marta Donetti, Sebastian Messina

Sebastian Messina e Marta Donetti sono entrambi appassionati di fotografia da anni, si sono conosciuti così: con una mano tenevano la macchina fotografica e con l’altra si presentavano. Lei viene da Buscemi e studia Scienze motorie a Urbino, presto concluderà il suo percorso; lui è cresciuto a Ostia, ora abita a Palazzolo Acreide. Vorrebbe diventare fotografo, studia all’’Accademia delle Belle Arti di Catania, sta cercando di farsi strada in questo mondo. Ha ereditato la passione dal padre.

Sebastian si dedica ai paesaggi di solito: mare, montagna, collina. Marta, invece, si diverte fotografando ragazze e ragazzi. Le sue foto sono un po’ strambe: c’è gente dipinta sul corpo che fa da tela umana.

“Il virus non ci fermerà, stiamo cercando di far uscire il nostro estro creativo in questi giorni così difficili per il paese. In parte è stimolante stare chiusi entro le quattro mura di casa, in parte il divieto di uscire ci tarpa le ali” spiegano Marta e Sebastian.

“Abbiamo dato vita ad un progetto, il suo titolo nasce da un acronimo, si intitola: “Oltre queste mura: C.O.V.I.D. – Il coraggio di osare nel vivere insieme a distanza”- affermano Marta e Sebastian- “Con i nostri scatti vogliamo diffondere positività e coraggio, o almeno ci proviamo. L’amore è l’elemento centrale; ritraiamo non solo i due innamorati costretti alla distanza perché si trovano in paesi diversi o in case differenti, ma tutti coloro che non possono abbracciare i propri cari. Medici, infermieri, panettieri, pizzaioli, chi lavora in un super market, non può rischiare di infettare qualcuno qualora risultasse positivo al tampone.”

“Il fotografo ha bisogno di conoscere il soggetto che ha di fronte: deve fare attenzione ai movimenti del corpo, deve capire che tipo di persona è, se timida o estroversa ”- dice Sebastian- “ Io cerco sempre di metterli a proprio agio prima dello shooting. Certo è frustrante non uscire, ma noi ci siamo adattati e perciò fotografiamo a casa, studiando bene gli spazi che abbiamo a disposizione.”

“Direi che l’arte della fotografia ti da l’opportunità di diffondere il tuo punto di vista rispetto a ciò che accade attorno a te. La foto che preferisco ritrae me e Sebastian con un telefono in mano, lui vede me e io vedo lui”- afferma Marta- “Abbiamo creato una connessione mentale dato che non è possibile avere un contatto fisico. La mascherina che in foto l’ha cucita mia nonna a mano.”

 

 

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