Il voto senza attese di un Paese senz’anima
Tempo di elezioni. Nonostante le attese, nulla di epocale… La classe politica, vecchia e nuova, da una parte e il
Leggi tuttoTempo di elezioni. Nonostante le attese, nulla di epocale… La classe politica, vecchia e nuova, da una parte e il
Leggi tuttoMa l’idea non è di Mr B.: già trent’anni fa un famoso “cavaliere dell’apocalisse mafiosa” aveva detto…
Leggi tutto“La mafia? A Catania non esiste”. “La mafia? Non c’è mafia a Roma”. “La ‘ndrangheta? Qualche caso isolato, qui a Milano”. Quante volte s’è sentito questo discorso, borbottato da un politico o elaborato con molti particolari mediatici da un giornale. Eppure la mafia c’era, fin dal primo momento. Pochi magistrati a combatterla, e fra noi giornalisti qualche collega eccentrico e qualche ragazzo. Così siamo arrivati fin qui. Ed ecco cosa c’era dietro il loro muro di gomma.
Leggi tuttoLe candidature di Ingroia e Grasso alle “politiche” hanno scatenato infuocate discussioni. Fra i due magistrati ci sono differenze abissali.
Leggi tuttoMovimenti simmetrici del governo Crocetta
Leggi tuttoA Catania, una delle città d’Italia a più alto indice di criminalità minorile, le atttività educative nei quartieri poveri sono ridottissime (ultimamente il Comune ha anche chiusto una scuola e fra i pochissimi a farle il più presente è probabilmente il Gapa.
Leggi tuttoIl sindaco Celeste di Sedriano non è esattamente una persona che io inviterei a cena. Il perché lo spiegano i colleghi giornalisti del posto.
Leggi tuttoCi piacerebbe se la lista di Ingroia fosse della società civile, e non un’altra “sinistra arcobaleno”.
Leggi tuttoHo fatto il giornalista a Catania dal 1984, da dopo l’omicidio di Giuseppe Fava all’estate del 1996, quando, in seguito alla chiusura de I Siciliani nuovi, decisi di lasciare la città e l’isola. In quegli anni, non ricordo una sola presa di posizione del professore Pietro Barcellona contro i potenti della città.
Leggi tuttoGran parte della società italiana appare oggi impaurita, sconcertata, inquieta. Incerta di fronte al futuro, che teme indirizzato verso derive pericolose. Ed ecco che masse imponenti di giovani sempre più frequentemente invadono le strade e le piazze delle città italiane: per esprimere disagio, protestare contro la situazione disastrosa della scuola e del paese in generale, per comunicare forte preoccupazione e timore per il proprio futuro.
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