“Sono un lettore”

“Cari compagni,

sono un vecchio lettore della rivista di Pippo Fava, che voi volete opportunamente far vivere ancora. Ne conservo le ultime annate, gelosamente.

L’ANPI di Frosinone non dispone di mezzi economici, ma cer­cheremo di inviarvi un contributo. La cassa integrazione non ci consente di fare quello che vorremmo, di esservi più vicini, ma ci sforzeremo di fare almeno il possibile, anche se poco.

Intanto buon lavoro e complimenti.

Giovanni Morsillo

ANPI Frosinone”

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Ok, il primo anno (o il trentunesimo, a secondo dei punti di vista) è andato così. Abbiamo fatto questo giornale in rete, l’abbiamo fatto benino, e soprattutto l’abbiamo fatto – non è una ripetizione – stando in rete. La rete non è soltanto l’internet, è anche un pensare diverso, di tante cose diverse che restano di­verse e stanno benissimo insieme. Facile a dirsi, ma a farsi è un’altra cosa. Più difficile ancora da internet arrivare alla strada, far­si – restando rete – anche di carta. Questo dobbiamo fare ora.

Dov’è la redazione – chiedono – dei Siciliani giovani? Non c’è, e se ci fosse dovrebbe essere un bel po’ larga, per contenere tutti da Trapani a Milano. I Siciliani stanno a Bologna, stanno a Mo­dica, stanno a Napoli, stanno a Roma e in ciascuno di questi po­sti hanno un nome diverso – i nomi che vedete nella pagina a fianco – e ciascuno di questi nomi ha una sua distinta individua­lità e una sua storia. La nuova geografia è fatta sempre più di ar­cipelaghi e sempre meno di continenti o isole autosufficienti.

* * *

Che succede nel frattempo nel paese grosso, nel continente? I capi delle varie sinistre cercano sempre più stancamente motivi di autosufficienza, mentre i rispettivi seguaci (dalla tribù di Gril­lo ai volontari delle primarie) condividono in realtà – se sono sotto i trent’anni – se non le parole i desideri e bisogni, tutti pari­mente stufi del precariato.

In Sicilia, fra molte chiacchiere, è tornato il governo Milazzo (un episodio minore del secolo scorso). Alla Fiat come all’Ilva, decisioni drammaticissime, riguardanti decine di migliaia di fa­miglie e la vita di città intere, vengono prese autocraticamente da due o tre manager. A Catania, il giudice nuovo ed “estraneo” è scrutato da dietro le persiane, come in un romanzo di Sciascia, da tutti i potentati paesani. Il nuovo presidente siciliano viene a ren­dere omaggio – sempre a Catania – all’onnipotente Ciancio.

In Mediterraneo i militari bombardano e ammazzano bambi­ni. Roba vecchia. In Italia internet batte tv come fattore politico. Novità. Disoccupato oltre un terzo dei giovani, in Sicilia. Roba vecchia. Disoccupato oltre un terzo dei giovani, in Italia. Novità.

Raccontare le cose vecchie, raccontare le novità. Raccontarle come si può, dove si può. Qui e in pochi altri posti, che però via via aumentano e si vanno collegando.

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