Bavaglio in Lombardia

Il sindaco Celeste di Sedriano non è esattamente una persona che io inviterei a cena. Il perché lo spiegano i colleghi del posto (fra cui Ersilio Mattioni ed Ester Castano) su Altomilanese, su Stampo Antimafioso e su I Siciliani Giovani, a cui rimando. I colleghi hanno subito intimidazioni e ritorsioni di varia natura, e anche episodi certamente casuali (l’editore di Alto Milanese, ad esempio, improvvisamente decide di far chiudere il giornale; allettanti “offerte di lavoro” esterne, ma a patto d’occuparsi di altre cose, arrivano ai cronisti impegnati; e così via) ma cronologicamente coincidenti con le inchieste giornalistiche sulla questione.

Le decisioni giuridiche sul suo conto, come eventuale autore di reati, toccano ai magistrati. A me interessa come esempio di una patologia politica, ancora relativamente “minore” e localizzata (guardia abbassata verso la ‘ndrangheta in Lombardia) che potrebbe facilmente essere stroncata con un intervento politico adeguato, neanche troppo drammatico, e che invece resta a marcire con danno incalcolabile per la regione

L’esperienza delle province un tempo non-mafiose della Sicilia – e ora totalmente invase da Cosa Nostra – si sta rapidamente riproducendo in Lombardia. Si può rispondere solo facendo rapidamente terra bruciata – a parte le eventuali sanzioni giudiziarie – intorno ai protagonisti politici degli episodi sospetti e ai loro “concorrenti esterni”, senza eccezioni. Sedriano sarebbe un caso da manuale.

Sotto Formigoni ciò non è ovviamente ipotizzabile, per le ragioni che sappiamo. Questo è pertanto un promemoria per l’agenda del Governatore Ambrosoli, appena s’insedierà.

Direi di segnarlo in rosso.

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