Chi dice, chi pensa e chi fa

Storie di giardini in città

“Omar, prendi il rastrello e livella quella terra dove metteremo il palco”

“Ivana, prendi nota di cosa comprare per la serata di domani, bibite e frutta da offrire agli spettatori”

“Mario, non fare il maccagnone, e butta quei sacchi di immondizie”

“Vi piacciono i fiori che ho piantato nella aiuola? Dice Elena.

Anche Tea, che abita nel quartiere da una mano, mentre Carlo, il figlio di sei anni, è convinto che Giovanni sia Braccio di ferro, e si fa raccontare le sue avventure.

Poi, c’è l’infaticabile Maurizio e Matteo, la sua mamma che aiuta a pulire.

E poi ancora, Benedetta, Emilio, Fausta e tutti gli altri che arrivano per dare una mano.

Tante storie che i siciliani giovani, che hanno avuto il bene confiscato, vogliono raccontare per dimostrare che il “giardino di Scidà” è della città ed è una vittoria contro il potere mafioso.

Si, la mafia anche con piccoli gesti si combatte e si vince.

* * *

foto Maurizio Parisi

foto Maurizio Parisi

C’è chi pensa la “la mafia è un’invenzione”

C’è chi pensa “la mafia esiste eccome!”.

C’è chi poi dice “ma è troppo forte non si può fermare!”.

C’è chi dice: “Certo, Falcone e gli altri sono stati degli eroi”

Ma aggiunge, dentro di sè: “Ma forse sono stati un po’ fessi”

E infine c’è chi pensa che la mafia va combattuta, sulle strade, nei quartieri, nelle istituzioni..

Uomini e donne, che non sono eroi.

Hanno coraggio e paura (le minacce ci sono) ma si sentono forti perchè sono tanti e sono uniti.

Hanno dimostrato che la mafia si può colpire nei suoi interessi e nei suoi denari.

Lo hanno dimostrato togliendo roba ai mafiosi.

Lavorano nel  “giardino di Scidà”, un bene confiscato ai Santapaola.

Beh, date pure una mano, se volete.

Oppure no, fate voi.

 

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