Bene confiscato a Rimini: pronto per l'utilizzo sociale - I Siciliani Giovani

Bene confiscato a Rimini: pronto per l’utilizzo sociale

Bene confiscato a Rimini: il Gruppo Antimafia Pio La Torre ne ha sollecitato per primo l’utilizzo sociale

Il bene è stato confiscato nel 2012 a Giuseppe Liuzzi per reati contro il patrimonio

 

Il Gruppo Antimafia Pio La Torre (Gap) accoglie con soddisfazione e orgoglio la notizia che il bene immobile situato a Rimini, in Via Satyricon n. 1, e confiscato in via definitiva all’imprenditore Giuseppe Liuzzi nel maggio del 2012, sarebbe prossimo a essere finalmente riutilizzato per scopi sociali. Della vicenda, come Gap, abbiamo ampiamente parlato all’interno del nostro dossier sui beni confiscati presenti della provincia di Rimini, e per primi nell’estate del 2012 abbiamo sollecitato l’utilizzo sociale del bene.

Nello specifico il bene confiscato diventerà una casa per chi vive in condizioni di disagio. Il progetto è stato presentato formalmente dall’assessore al Patrimonio Gian Luca Brasini ieri in V Commissione consiliare, ricevendo parere favorevole all’unanimità. Ma è stato proprio il Gruppo Antimafia Pio La Torre che ha inizialmente sollecitato l’utilizzo sociale del bene, nell’estate del 2012, a seguito della notizia sulla confisca a titolo definitivo dell’appartamento a pochi passi dal mare, in zona Marina centro a Rimini.

Di seguito, come Gap, ne abbiamo subito dato comunicazione ai consiglieri comunali di Rimini Carlo Mazzocchi e Savio Galvani, i quali poco dopo presentano un ODG concernente politiche di contrasto e prevenzione alla criminalità organizzata e in tema di beni confiscati, che viene prontamente approvato in consiglio comunale.

Dopo una preliminare dichiarazione d’interesse di acquisizione da parte del Comune, a firma del primo cittadino Andrea Gnassi, l’iter burocratico porta alla presentazione del progetto di Housing first. Questo progetto, nel quale rientra in parte anche il bene confiscato a Liuzzi, risponde all’esigenza di predisporre politiche per contrastare la persistente crisi economica e sociale, della quale a farne le spese sono innanzitutto soggetti già fortemente emarginati. 

L’altra novità rilevante e positiva è il fatto che l’ipoteca che gravava sul bene, a favore di Unicredit, grazie alla recente normativa entrata in vigore, verrà ceduta e sarà dunque onere dello Stato, tramite l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, provvedervi.

Se tutto procederà come previsto, si tratterebbe di una vittoria per tutti: il Gruppo Antimafia Pio La torre da sempre cerca di stimolare le amministrazioni locali a mettere mano sui beni confiscati presenti sul nostro territorio, spesso invece visti come un problema. L’affermazione della legalità, quando si traduce come in questo caso in politiche volte alla giustizia sociale, è l’espressione più alta e fedele dello spirito con il quale venne coniata la legge 109, e prima di questa la Rognoni – La Torre. Monitoreremo con attenzione i futuri passaggi, allo scopo di verificare che tutto proceda su questi binari, nella speranza che la medesima sorte tocchi ora agli altri beni confiscati a Rimini e in tutta la provincia, per svariate ragioni ancora lontani dal concreto riutilizzo. 

Il motivo della confisca

La vicenda di Giuseppe Liuzzi parte dal 1997: è da quest’anno infatti che Liuzzi ha dato il via alla sua carriera imprenditoriale e criminale, e nello stesso anno è stato poi avviato il primo procedimento per rapina a suo carico. In nove anni Liuzzi riesce ad accumularne 13, e questo ha portato gli inquirenti a pronunciarsi circa la sua dedizione a consumare reati contro il patrimonio. Liuzzi viene arrestato tre volte, risulta coinvolto in ben 16 rapine, ed in possesso di sei immobili sparsi per l’Emilia-Romagna (di cui uno è proprio l’appartamento in via Satyricon). Il 7 luglio 2009 gli viene vietato di proseguire l’attività commerciale che aveva nel frattempo intrapreso, dichiarando tra l’altro proprietà e redditi molto più bassi rispetto all’effettivo ammontare dei suoi reali beni. A seguito della proposta avanzata dal questore di Bologna del 17 maggio 2010, viene disposta la confisca dei beni appartenenti a Liuzzi, incluso l’appartamento riminese. L’immobile quindi è stato sequestrato per reati contro il patrimonio, in questo caso dunque non si tratta di un bene mafioso, come scritto su alcuni quotidiani locali.

Per maggiori dettagli consultare il nostro dossier sui beni confiscati http://www.gruppoantimafiapiolatorre.it/sito/beni-confiscati/dossier-beni-confiscati.html

 

Gruppo Antimafia Pio La Torre

salvatore.ognibene

Nato a Livorno e cresciuto a Menfi, in Sicilia. Ho studiato Giurisprudenza a Bologna e scritto "L'eucaristia mafiosa - La voce dei preti" (ed. Navarra Editore).

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