Senza mascherina niente treno

“Ascolta, tu sei una donna, se non ti allontani ti spacco di botte”- grida il signore distogliendo lo sguardo dal suo telefono, per la prima volta dall’inizio della conversazione, mentre Antonella lo insulta. Dopo qualche minuto il signore, infervorato, la strattona. Un passeggero esterno alla vicenda nel video tenta di separarli, ma la rissa è inevitabilmente che venga sfiorata. Dopo un’ora è stata ripristinata la calma a bordo, è intervenuto il capotreno che ha annotato le generalità dei due e degli autori del video nel caso in cui Antonella decidesse di sporgere denuncia.

Sotto il cielo di Parigi

“I francesi all’inizio della pandemia non erano allarmati, i miei amici mi dicevano, “Dai ma è solo un’influenza, colpisce di più gli anziani e gli immunodepressi”, come se questi non appartenessero al genere umano”- commenta Maria Agata con ironia- “ Dall’undici maggio siamo di nuovo liberi, le università e le scuole sono aperte, la maggior parte di bar e ristoranti altrettanto. Io sto lavorando pure come baby sitter, insomma siamo tornati alla normalità solo che adesso quando siamo per strada indossiamo mascherine e guanti.”

Show must go on

“La scarsa attenzione mediatica e politica verso questo delicato settore rischia di lasciare indietro intere compagnie e organizzazioni che, all’indomani della chiusura serrata, potrebbero disporre di poche risorse e chiudere i battenti. La politica ha dimenticato che molti vivono di teatro, di musica e di arte.”

Prossima fermata: via Castromarino.

“Il comune ci ha suggerito di affittare una casa, ma io tra un mese sarò disoccupata”- dice Oriana-“Perché mi scade il contratto, mio marito ha preso l’una tantum da seicento euro, insomma non abbiamo i prerequisiti fiduciari. Se non fosse stato per i miei amici io sarei finita nel vecchio camper che abbiamo, ma se le cose non migliorano, quella sarà casa nostra, non possiamo più restare qui in queste condizioni.”

 

Beata Giovinezza

E mentre ancora i dipendenti di Officine Culturali sono fermi alla fase uno, Musumeci è già alla due: domenica scorsa infatti è stato nominato il leghista Alberto Samonà come assessore dei Beni Culturali in Sicilia. “Il venticinque aprile io canto “Giovinezza”, non “Bella Ciao”!” si legge sulla pagina Facebook di Samonà. L’assessore leghista dovrà fare i conti non solo con chiese e anfiteatri, ma anche con mamma Etna, spiegandole che ora non deve “lavare col fuoco” i siciliani perché la Lega ha bisogno dei loro voti. 

Abruzzo, la mafia dei pascoli

La crisi economica rischia di favorire il riciclaggio e l’infiltrazione nell’economia legale delle mafie. L’Abruzzo non è esente e oltre settori classici per le mafie come rifiuti, speculazione edilizia e gioco d’azzardo le mafie hanno messo le mani anche sull’allevamento.

May Day Photo Collection

Gerta Human Reports, agenzia internazionale di fotogiornalismo umanistico e sociale e scuola sperimentale di fotogiornalismo, specializzata in diritti umani, realizza il reportage mondiale sulla pandemia. A partire dalla foto iconica scattata da Josef Koudelka il 22 agosto a Praga, in […]

Buongiorno, sono il Virus. Come posso esserle utile?

Eppure, gli universitari si sono laureati, hanno messo su famiglia e cominciano ad avere anche qualche ruga, sparsa qua e là, sul viso incorniciato dalle cuffie: “Le cose sono cambiate o forse è meglio dire che si sono fossilizzate: grazie al call center ora si sfamano famiglie intere e si campa fino a fine mese; per molte coppie è l’unica fonte di reddito.” – continua Concetto – “Però, nonostante sia diventato per tanti, me compreso, il lavoro principale, ancora non ci sono certezze. La delocalizzazione è il cancro dei call center italiani: sottopagano all’estero e chiedono a noi di abbassare il nostro salario se vogliamo continuare a lavorare. La legge sulla delocalizzazione c’è, ma non viene rispettata.”

Le fasi spagnole contro il virus

Se sei per strada noti due diverse reazioni al virus: “Si passa dal sentire bambini che piangono dicendo “Mamma, c’è il virus, ho paura di uscire” ai ragazzini, più lascivi che organizzano partite di calcio e, segnato un gol, non rinunciano a battersi il cinque tra loro”- dice Delfino- “ Barcellona è grandissima, accoglie tantissime etnie diverse, ma, come accade in ogni casa, ciascuno ha le proprie abitudini, modo di pensare quindi è difficile essere tutti d’accordo e agire allo stesso modo. C’è chi porta la mascherina e chi no, sono scelte personali.”

Corri, ragazzo, corri!

“Forse aspettavano tutti il 4 maggio per ordinare da McDonald’s.” dichiarano i riders di Deliverance Project su Facebook. “Fatto sta che questa era la situazione in Via Livorno, come se questi due mesi di pandemia non avessero insegnato niente. Sono stati per più di un’ora accalcati in attesa e questa attesa ovviamente non verrà pagata per la regola del cottimo: come rischiare la propria salute per niente. Eppure, sarebbe così facile bloccare le ordinazioni quando diventano troppe e tutelare la salute dei lavoratori.”