Riconsegnati ai fratelli Niceta i beni sequestrati

Si è chiusa il 9 ottobre 2018 una vicenda iniziata nel 2013 con un ordine di sequestro preventivo prima della Procura di Trapani, (due punti vendita di Castelvetrano), poi della Procura di Palermo, (2 dicembre 2013), con 16 punti vendita, case e azioni, dei depositi bancari e persino di un motociclo Piaggio, per un ammontare, si dice, di 50 milioni di euro, sulla base di “evidenze indiziarie che fanno ritenere…”.

Il processo Saguto: Telejato non c’entra, dice Lo Voi, e invece gli altri magistrati dicono sì

Man mano che vanno avanti le escussioni dei testi nel processo che si sta svolgendo presso il tribunale di Caltanissetta, nei confronti di Silvana Saguto e dei componenti del suo “cerchio magico”, in relazione all’allegra gestione della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, vengono fuori, dalle deposizioni dei vari magistrati, una serie di notizie, spesso spezzettate, dalle quali si evince con chiarezza che quanto dichiarato dal Procuratore Capo di Palermo Lo Voi e dalla sua collega Lucchini quantomeno non è esatto.

Fallimenti: dalla Procura di Caltanissetta si apre uno spiraglio

Forse si apre una breccia nel muro impenetrabile delle sezioni fallimentari. Non a Palermo, dove tutto è a posto e funziona a meraviglia, ma a Caltanissetta, dove, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, i finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria e i carabinieri hanno arrestato Flavio Rotondo, 30 anni, figlio del cancelliere del Tribunale e dipendente occulto dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta e Catania, finito ai domiciliari, il padre Orazio Rotondo, 60 anni, cancelliere del Tribunale nisseno, sospeso dall’esercizio del pubblico ufficio, assieme a Gianluca Princiotto, 42 anni, direttore dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta e Catania, e a Umberto Amico, 51 anni, dipendente dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta.

Procura della Cassazione: “Saguto via dalla magistratura”

Rimozione dall’ordine giudiziario. È la sanzione massima chiesta dal procuratore generale della Cassazione Mario Fresa, per Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, sospesa da oltre due anni dalle funzioni e dallo stipendio dopo le accuse di corruzione e abuso d’ufficio.

Giustizia per Maniaci

L’udienza si svolgerà nell’aula 6 del primo piano della nuova sede del tribunale. Vista l’accelerazione dei tempi, la redazione di Telejato non può che esprimere l’auspicio che sia fatta subito giustizia e che Pino Maniaci sia riabilitato con un completo esame di tutto l’excursus costruito sulla sua persona per additarlo all’opinione pubblica come un criminale.

Caso Maniaci. La lenta verità cammina

foto Pietro Marino

Stabilita di fatto la falsità delle accuse di coinvolgimento con mafiosi. Abolita la censura sulle tv che seguivano il processo. L’arringa di Ingroia: “Giustizia sarà fatta”.

Quale antimafia?

“Contro l’antimafia”, non può che piacere ai mafiosi, ai quali alcune forme d’antimafia hanno dato fastidio, hanno arrecato danni d’immagine, hanno fatto cambiare modi di pensare che sembravano immutabili, hanno rovinato alleanze politiche e gestione dell’economia, mai messe in discussione in passato. Certamente piacerà a tutta l’altra massa di siciliani spettatori, che, in fondo all’anima sperano che tutto si sistemi e che torni come prima, quando la mafia era onnipotente.