Giovani siciliani

In una Sicilia piena di giovani disoccupati che fuggono al nord o all’estero (l’isola, dal 2002 al 2018, ha perso circa 180000 residenti e un universitario su tre studia negli atenei del settentrione), qualche ragazzo crede ancora nella propria terra e non la abbandona. Come Valerio, attore di 30 anni e Giulia, 29 anni e laureata in lettere moderne.

Scuola o azienda?

“Come si può dare voce alle proprie capacità critiche con un nuovissimo esame di stato che sembra pretendere l’omologazione degli studenti? Dove verrà nascosta la nostra amata creatività?”- si domanda Agata, studentessa del Liceo classico Nicola Spedalieri.

Donne catanesi

“L’idea è nata da un impegno didattico: dovevo scegliere un tema da portare come progetto per la materia “Elaborazione digitale” allora ho pensato a ciò che importa davvero: essere donna.” Luna Grasso è una studentessa dell’Accademia iscritta al corso di Fotografia a Catania.

No Plan(et) B

Alla domanda “che cosa rappresenta per te Greta Thumberg?”, paladina della settimana, Marco
risponde: “è un simbolo, è un punto di partenza: un domani speriamo di essere tutti una Greta
Thumberg”. “Mi distacco invece dall’esempio che offre il mio governo: ce la sta mettendo tutta per indossare i paraocchi e continuare per la sua strada che alla fine è quella del consenso”.

“Non dobbiamo parlare di sicurezza solo quando si va ai concerti o in discoteca”

“Ad ottobre sono iniziate le lezioni quindi io, il primo giorno, mi presento al Monastero dei Benedettini e una volta entrata in aula noto che è davvero piccola per ospitare più di cento persone. C’erano solo scale, non potevo scenderle con la mia carrozzina. Dopo pochi minuti iniziò la lotta per i posti: chi lo trovava si sedeva, tutti gli altri stavano sui gradini o fuori dall’aula”, racconta Serena: studentessa di Lettere e aspirante giornalista.

L’università pubblica, ma per pochi

Cinquemila studenti catanesi hanno iniziato l’anno accademico senza il contributo economico della borsa di studio, mentre altri mille non potranno utilizzare l’alloggio che gli spetta di diritto. Una copertura dei contributi che non va oltre il quaranta per cento dell’intero ateneo catanese.

Storie di paura e di periferia

Superata la viuzza che separa  via “Poggio Lupo” dall’inizio del quartiere San Nullo, si vede affiancato da due motorini sopra i quali ci sono dei ragazzi, tra i sedici e i vent’anni, che lo insultano e gli urlano contro quasi divertiti .  Lui intimorito e spaesato non sa bene cosa fare. I motorini si raddoppiano: ne spuntano altri due .  Ma questa volta uno dei passeggeri si gira verso Nicola e tira fuori il suo asso nella manica: una pistola a salve.

Hotel Costa occupato, la polizia ha arrestato i buoni

Per 8 anni è rimasto chiuso l’Hotel Costa e centinaia di studentesse e studenti universitari hanno scontato l’ingiustizia di essere idonei ma non assegnatari di alloggi. “Ne avresti diritto, ma non possiamo garantirtelo” hanno scritto nero su bianco le istituzioni universitarie e regionali. In tanti non si sono potuti permettere gli studi. Ieri mattina le studentesse e gli studenti universitari catanesi hanno deciso di riprendersi quel posto. Un immobile chiuso che avrebbe potuto rispondere con efficacia all’emergenza abitativa che riguarda tanti studenti e tanti nuclei familiari.

Scuola-lavoro

L’alternanza scuola-lavoro, in vigore da due anni, consiste in stage/lavori gratis per gli studenti, duecento ore nel triennio per i licei e quattrocento per i tecnici. Per raggiungere questo numero di ore i ragazzi fanno attività di qualsiasi tipo.