Il Pride più grande di sempre

Un fiume coloratissimo e allegro di gente ha inondato Catania sabato pomeriggio per il Pride, la manifestazione del movimento lesbico, gay, bisessuale, transessuale, queer, intersessuale. A cinquant’anni esatti dai moti di Stonewall. Una partecipazione oltre ogni aspettativa, difficile da quantificare. Il corteo partito da piazza Cavour alle sei del pomeriggio ha raggiunto verso le otto di sera piazza Università, talmente piena che molti manifestanti non sono riusciti fare ingresso in piazza. Mai nella storia della città di Catania così tante persone hanno partecipato a un gay pride.

Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.

Le partecipate al tempo del dissesto

Di recente la Corte dei Conti siciliana ha documentato, statistiche alla mano, un significativo aumento dei casi di segnalazioni e condanne per illecito amministrativo oltre a gravi atti di irresponsabilità da parte di politici, amministratori, managers e dipendenti pubblici che sono all’origine di pesanti distorsioni dell’azione amministrativa con ingenti danni a carico dell’erario. 

C’era una volta

“Ho 76 anni e ricordo che da piccola ero molto unita con i miei amichetti, i bambini del quartiere. Quando ci riunivamo in cortile capitava spesso di giocare tutti insieme ad “acchiappa acchiappa”, oppure i maschi a calcio e noi femminucce a battezzare le bambole, e poi compravamo i cestini di cioccolata, nocciole o caramelle per distribuirle e mangiare assieme.”- racconta la signora Carmela, seduta in uno dei divanetti della Feltrinelli con gli occhi lucidi per i bei ricordi.

 

Giovani siciliani

In una Sicilia piena di giovani disoccupati che fuggono al nord o all’estero (l’isola, dal 2002 al 2018, ha perso circa 180000 residenti e un universitario su tre studia negli atenei del settentrione), qualche ragazzo crede ancora nella propria terra e non la abbandona. Come Valerio, attore di 30 anni e Giulia, 29 anni e laureata in lettere moderne.

Il mostro dimenticato

Il centro intrattenimenti Sofocle giace abbandonato da quasi dieci anni all’imbocco della tangenziale di San Gregorio, primo paese etneo che incontrano catanesi e turisti. Ogni giorno auto e passanti lo osservano inermi, questo enorme ragno silenzioso, questa colata di cemento che ha deturpato -per sempre- la sinuosa collina di monte Catira, porta e guardiana silenziosa della città da secoli. Nessuno ci fa più caso: ormai fa parte del paesaggio. Una storia di provincia, un centro commerciale a San Gregorio, paese immediatamente sopra Catania. 

E Ignazio ride

Non hanno avuto fortuna, quelli che rinnegavano la Sicilia in cambio di una poltrona. Ma non abbiamo ancora vinto, noi Siciliani…

Ciancio, la mafia e i poli commerciali di mezza Sicilia

Decine e decine di ettari di terreni agricoli trasformati d’incanto in aree ultra-fabbricabili; progetti a pioggia per realizzare centri commerciali di medie e grandi dimensioni; investimenti per centinaia di milioni di euro con denaro di dubbia provenienza. Sono solo alcune delle vicende a tinte fosche rilevate dalla Procura della Repubblica di Catania nel corso delle indagini sul potente editore ed imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. “Rapporti stretti e decennali” quelli intrattenuti da Ciancio con Cosa Nostra, come ha dichiarato la sostituta procuratrice generale Miriam Cantone al processo in corso in Corte d’appello sul provvedimento di sequestro e confisca dei beni nella disponibilità dell’editore. Sotto i riflettori i parchi commerciali “Tenutella, “Porte di Catania” e “Sicilia Outlet Fashion Village” realizzati nel catanese e nell’ennese e il “Mito” di Misterbianco, arenatosi alla vigilia dei lavori per presunti attriti tra le cosche: operazioni tutte che per gli inquirenti avrebbero avuto come dominus proprio il potente personaggio siciliano.