Il boss della Munnizza

“L’inchiesta giudiziaria sta svelando delle trame che non possono essere ignorate e non solo per la compromissione con pezzi organici di Cosa Nostra, ma anche per il modo in cui la raccolta dei rifiuti veniva gestita: massimizzare i profitti smaltendo frigoriferi, copertoni ed organico.” – continua il presidente della commissione – “Se si chiede l’autorizzazione per una discarica che da sola deve rappresentare il triplo di quanto produce tutta la Sicilia come rifiuti in un anno, non tenere conto di questo pregresso significherebbe assumere un comportamento irresponsabile.  Quindi, andare il sette luglio ad una conferenza di servizi per approvare la nuova discarica è impensabile.”

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Prossima fermata: via Castromarino.

“Il comune ci ha suggerito di affittare una casa, ma io tra un mese sarò disoccupata”- dice Oriana-“Perché mi scade il contratto, mio marito ha preso l’una tantum da seicento euro, insomma non abbiamo i prerequisiti fiduciari. Se non fosse stato per i miei amici io sarei finita nel vecchio camper che abbiamo, ma se le cose non migliorano, quella sarà casa nostra, non possiamo più restare qui in queste condizioni.”

 

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Beata Giovinezza

E mentre ancora i dipendenti di Officine Culturali sono fermi alla fase uno, Musumeci è già alla due: domenica scorsa infatti è stato nominato il leghista Alberto Samonà come assessore dei Beni Culturali in Sicilia. “Il venticinque aprile io canto “Giovinezza”, non “Bella Ciao”!” si legge sulla pagina Facebook di Samonà. L’assessore leghista dovrà fare i conti non solo con chiese e anfiteatri, ma anche con mamma Etna, spiegandole che ora non deve “lavare col fuoco” i siciliani perché la Lega ha bisogno dei loro voti. 

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La Regione alla scoperta del lavoro 

Da ciò emerge che gli errori della Regione Sicilia siano stati tre: “Non è un segreto che qui la burocrazia sia lenta anche se si tratta di un male che affligge tutto il paese”- vedi il caso Lombardia durante il corona virus- “ È entrata in gioco anche la scarsa organizzazione forse dovuta al carico di lavoro considerevole rispetto alla normalità. Inoltre la trattativa sugli incentivi non è stata gestita al meglio, bisognava fare il punto della situazione sul personale addetto ai lavori senza creare disagi come lavorare al di fuori dell’orario d’ufficio.”

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Non siamo invisibili e abbiamo fame

“Sono senza garanzie o tutele: chi è tirocinante non ha un vero e proprio rapporto di lavoro e questo significa non avere la possibilità di richiedere sussidi straordinari.” spiega Giulio amareggiato. “L’una tantum di seicento euro, prevista per lavoratori co.co.co e partite IVA, escludeva gli stagisti e finché non si avranno nuove disposizioni dal governo, i tirocinanti continueranno ad essere trattati come degli invisibili, ma anche gli invisibili hanno bisogno di mangiare.”

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I tirocinanti della Regione hanno diritto alla retribuzione.

“La lentezza della burocrazia ci sta danneggiando. Alcuni colleghi non possono essere retribuiti perché le loro pratiche e quindi i loro dati non sono stati registrati in tempo presso il centro d’impiego di riferimento”- afferma Daiana- “ I prerequisiti sono gli stessi sia per il tirocinio che per ottenere il reddito di cittadinanza quindi siamo in bilico: sulla carta non siamo disoccupati, ma stagisti e per questo non è previsto nessun cuscinetto per noi. Siamo abbandonati a noi stessi.”

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