Il boss della Munnizza

Sicula Trasporti, Saverio Bosco, i Leonardi: il punto della commissione antimafia.

“La pratica c’era.”, “Non c’era”, “Me l’hanno fatta trovare pronta”, dicono i vari dirigenti, e intanto la Sicula Trasporti cresceva negli anni, diventando un colosso nello smaltimento dei rifiuti in Sicilia, senza che nessuno se ne prendesse la responsabilità. Eppure, la puzza di quest’affare è arrivata ora fin troppo lontano per non essere sentita: “Siamo di fronte ad una vicenda che racconta un inquinamento ambientale, con la complicità politica ed amministrativa, ormai consolidato.” spiega Claudio Fava. Ieri la Commissione regionale antimafia si è riunita a Catania per ascoltare il sindaco di Lentini, Saverio Bosco, gli amministratori giudiziari della società e i rappresentati delle associazioni ambientaliste della provincia siracusana.

“L’inchiesta giudiziaria sta svelando delle trame che non possono essere ignorate e non solo per la compromissione con pezzi organici di Cosa Nostra, ma anche per il modo in cui la raccolta dei rifiuti veniva gestita: massimizzare i profitti smaltendo frigoriferi, copertoni ed organico.” – continua il presidente della commissione – “Se si chiede l’autorizzazione per una discarica che da sola deve rappresentare il triplo di quanto produce tutta la Sicilia come rifiuti in un anno, non tenere conto di questo pregresso significherebbe assumere un comportamento irresponsabile.  Quindi, andare il sette luglio ad una conferenza di servizi per approvare la nuova discarica è impensabile.”

L’ampliamento, infatti, non era cosa da poco. “Stiamo parlando di una concessione per quattro milioni e mezzo di metri cubi, che vuol dire il triplo di quello che produce la Sicilia annualmente in termini di rifiuti da abbancare, è un impianto che da solo rappresenta il raddoppio dell’impianto esistente.” chiarisce Fava avvicinando le mani al petto.  Ma c’è anche un altro problema: “Non si sa se il consiglio d’amministrazione attuale resterà in carica e nemmeno ancora si sa quali saranno gli esiti degli approfondimenti tecnici affidati dagli amministratori ai loro consulenti, se ci sono. È difficile, infatti, trovare qualcuno che non abbia avuto rapporti lavorativi o d’amicizia con la famiglia Leonardi.”

Insomma, i Leonardi erano conosciuti da tutti e sapevano come esercitare il proprio potere: “Il parere negativo del comune, che non cambia, impedisce la transazione su tutte le pendenze economiche tra il comune e la sicula trasporti. Parliamo di un contenzioso da dieci/quindici milioni di euro, per un comune in dissesto, recuperare una cifra del genere sarebbe la salvezza.” – prosegue Fava – “Il sindaco è stato chiamato da Antonello Leonardi “Se c’è la vostra firma, possiamo rivedere il nostro ragionamento sui debiti pregressi, sulle royalties e su quanto il comune avanza. Voi date il via libera, ci mettiamo attorno ad un tavolo e costruiamo una nuova convenzione,” una forma di mobbing fortemente scorretta.”

“In questo momento trattano mille/millecinquecento tonnellate di rifiuti rispetto alle tremilanovecento consentite. È una pura casualità che il giorno dopo l’indagine della magistratura si scopra che per alcuni guasti l’impianto non possa più ricevere la solita quantità di rifiuti?” si chiede Fava. Forse sarà una casualità, tuttavia lasciare ammucchiare sui marciapiedi delle città così tanta immondizia potrebbe causare una crisi profonda all’interno dei comuni, esposti a diversi pressioni da più direzioni.

“È un problema politico, il presidente della Regione ancora non si è espresso.” aggiunge Nicola D’agostino, membro della commissione, a fine conferenza. Ma Musumeci tace.

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