Lo sgombero dei rom di Scampia

Il coro dei difensori filo-istituzionali e degli opinionisti dell’ultima ora si domanda stizzito: ma cosa vogliono questi rom, hanno pure avuto i soldi? E aggiungono diffamando con assoluta certezza: le associazioni parlano perché ci speculano e guadagnano su di loro. Qualcuno è più benevolo e si limita a condannare un atteggiamento che si presume assistenziale. La solidarietà, il processo di comunità, il lavoro di prossimità, le lotte collettive per la difesa dei diritti non fanno evidentemente parte dell’orizzonte mentale dei più.

Scampia in corteo con i rom

foto Mario Spada

Sono passati vent’anni dallo sgombero di via Zuccarini; le amministrazioni comunali sono cambiate, i rom sono parte del territorio, molti di loro sono cittadini italiani; la maggioranza è nata qui, e anche i più scettici tra gli interlocutori accettano ormai il fatto che non si tratti di “nomadi” ma di cittadini che da tempo provano a inserirsi nei circuiti scolastici, lavorativi, dei servizi pubblici, con la fatica di chi parte con molte penalizzazioni e un deficit di diritti umani.

I rom di Gianturco

Andare a vivere in un terreno abbandonato, in condizioni di precarietà totale, a rischio di essere cacciati e di dover traslocare continuamente, resta comunque un’alternativa migliore che ritornare in Romania, almeno per il momento. La signora con la sua famiglia si è trasferita varie volte tra Napoli e provincia, scegliendo le aree di permanenza in base all’accesso all’acqua e alle possibilità di trovare lavoro e sostentamento, fino a sistemarsi quattro anni fa in via Brecce a Sant’Erasmo, quartiere Gianturco, dove preesisteva un agglomerato. Abusivo, naturalmente.

Una storia “minore”

Il 2 agosto è stata la “Giornata europea in memoria del genocidio ROM”

Pharrajimos , in lingua romanes “divoramento”-  nel grande sterminio umano operato dal nazismo e dai regimi fascisti sparsi in Europa negli anni 1939-1945. Oggi in Europa i Rom sono circa dodici milioni. Discriminati, come sempre. Nel nostro paese continuano le vessazioni quotidiane. A Catania dopo l’incendio del 15 luglio che ha distrutto il grande campo le centinaia di rom sono erranti, senza nessuna sistemazione. Nell’area di Napoli continuano le chiusure indiscriminate.

Gens de voyage

Parigi. Louis de Gouyon Matignon ha ven­tuno anni appena com­piuti, san­gue blu da ni­pote di marchesi, una carriera universita­ria in giurispruden­za, un’estate – quella ap­pena passata – passata al Senato come assistente del deputato Ump Pierre Hé­risson, presi­dente della commissio­ne per i gens du voyage, ma soprattut­to una pas­sione per la musica manou­che che lo ha por­tato fino agli accam­pamenti nomadi di tutto il paese.