“Almeno i caschi dateceli buoni”

I riders di Torino protestano: contratto sindacale e più sicurezza.

“Il tre agosto la ministra del lavoro Nunzia Catalfo ha fissato l’apertura di un tavolo “per assicurare ai riders un quadro di tutele certe ed effettive che permetta di lavorare con dignità e sicurezza”. Suona familiare? Il quattro giugno 2018 Luigi Di Maio incontrava i riders, “simbolo di una generazione abbandonata”, e prometteva dignità, meno precarietà ed un salario minimo orario, ottenendo, però, solo una contrattazione di cinque mesi, senza realizzare nulla di quanto promesso.” dichiarano i riders del gruppo Deliverance Project di Torino, forse anche loro seduti attorno ad un tavolo, sulla loro pagina Facebook.

Tra un ordine e l’altro, tra la dignità e i tavoli, i riders sono scesi in piazza con le loro biciclette per tre giornate di sciopero, trenta, trentuno luglio e primo agosto, reclamando nient’altro che concretezza in mezzo a tanta precarietà: “ Dopo aver pedalato per anni senza dispositivi di sicurezza – Glovo ad oggi continua a non fornirli – o con i caschi fasulli di Deliveroo, dopo aver conosciuto ed odiato i caporali di Ubereat, subito le modifiche contrattuali peggiorative di Justeat ed essere stati costretti a fare gli eroi per tre/quattro euro a consegna durante il lockdown, la nostra idea ce la siamo fatta: non è nelle stanze di un ministero che si tutelano i nostri interessi.” – continuano i riders incazzati – “ Esiste già il contratto della logistica e dei trasporti. Consegniamo esattamente come i fattorini di TNT, SDA o Bartolini; loro però hanno tutte le tutele del lavoro subordinato, noi no. Non sarà perfetto, ma garantisce la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali, alla tutela contro i licenziamenti, ad un monte orario fisso e non dipendente dal punteggio, alle ferie, alla malattia, alla tredicesima/quattordicesima.”

E oltre al contratto, la concessione o il rinnovo dei permessi di soggiorno è un altro tema scottante, da sempre arma di ricatto delle varie aziende, prime fra tutte Ubereat indagata da poco per caporalato, volta allo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari, disposti ad essere sottopagati pur di lavorare: “La ministra Bellanova ha escluso dalla sanatoria il settore della logistica e Glovo non riconosce la validità delle richieste di rinnovo del permesso di soggiorno. Siamo stati in gruppo davanti agli uffici dell’immigrazione di Torino in solidarietà a chi deve sopportare interminabili e inumane code per ottenere un pezzo di carta.”

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