Una vittoria di classe

L’America si è misurata, stavolta. Non speranze generiche, in questo caso, non paura; ma consapevolezza degli schieramenti – poveri contro ricchi – e determinazione.

 

Obama stavolta non è il presidente degli Stati Uniti, il comandante-in-capo, l’uomo di tutti. E’ il presidente di metà degli Stati Uniti, la metà povera, “strana”, irregolare, precaria, negra. Questa è la sua vittoria, molto più grande del quasi plebiscito di quattro anni fa. L’America si è misurata, stavolta. Non speranze generiche, in questo caso, non paura; ma consapevolezza degli schieramenti – poveri contro ricchi – e determinazione.
Quanta lezione per l’Italia, quanta speranza. Giorgio, uno dei nostri ragazzi-giornalisti della rete dei Siciliani giovani, è appena arrivato a Torino con la sua valigia di emigrante, come migliaia e migliaia di siciliani prima di lui. Forza, Giorgio! Capace che stavolta ce la facciamo. 

salvatore.ognibene

Nato a Livorno e cresciuto a Menfi, in Sicilia. Ho studiato Giurisprudenza a Bologna e scritto "L'eucaristia mafiosa - La voce dei preti" (ed. Navarra Editore).

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