Nord & Sud

NORD

mondo su

 

Votare

IN TEMPO DI CRISI

Paesi in crisi che hanno eletto un nuovo parlamento negli ultimi due anni: Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna, Cipro, Italia. In nessuno di questi sei Paesi è stato confermato il Governo uscente. In 5 Paesi e mezzo su sei hanno vinto partiti conservatori (in pratica la sinistra vince solo con Bersani alla Camera). Il primo punto di preoccupazione dei cittadini di questi Paesi è la disoccupazione: si va dal 51% per gli italiani al 78% degli spagnoli. Il debito pubblico (12% in Irlanda; 21% in Irlanda) non è visto come un problema dai Paesi in crisi, ma paradossalmente per quelli non in crisi: il dato più alto è quello della Germania. L’affluenza alle urne dei Paesi in crisi è oscillata tra il 58% e oltre il 70%.

 

Lavori in rete?

E YAHOO TI LICENZIA

Melissa Mayer, nuova capa di Yahoo (proveniente da) Google ha soppresso la possibilità per i dipendenti di lavorare da casa. Al suo arrivo ha scoperto che molti dipendenti, con la scusa di lavorare da casa, in realtà si occupavano di progetti alternativi, arrivando anche a creare proprie start up. Etica individuale o colpa del management? Probabilmente entrambe le cose: da un lato per lavorare da casa serve una forte motivazione personale, dall’altro diminuisce così la capacità di indicare obiettivi misurabili e indipendenti dalla presenza fisica in ufficio. In ogni caso, questa è una brutta notizia per tutti.

 

Droni

PERICOLOSI

John O. Brennan è stato confermato con voto bipartisan a capo della Cia. I repubblicani hanno legato il loro sostegno a Brennan alla pubblicazione degli atti relativi agli omicidi miranti a cittadini americani, eseguiti dai droni, in territorio straniero. Quattro le vittime ufficiali, tre delle quali sono tuttavia dovute ad errori.

 

Chavez

CRONOLOGIA

Febbraio 1992. Hugo Chávez tenta un colpo di stato contro l’allora presidente venezuelano Carlos Andres Perez. Chávez viene arrestato e passerà due anni in prigione, dove preparerà minuziosamente il suo ingresso in politica.

Dicembre 1998. Vince le presidenziali e diventa a 44 anni il più giovane presidente del Venezuela.

Luglio 2000. Dopo l’entrata in vigore della costituzione bolivariana, gli viene confermato l’incarico con maggioranza assoluta.

Aprile 2002. Subisce un tentativo di golpe che lo sospende per due giorni dal potere.

Febbraio 2003. Resiste ad uno sciopero generale di 63 giorni senza dimettersi.

Agosto 2004. Una commissione di osservatori internazionali conferma la regolarità del referendum con il quale viene confermato alla guida del Paese.

Dicembre 2005. Mentre l’opposizione boicotta le elezioni, Chávez occupa tutti i 167 seggi del parlamento.

Aprile 2006. Cuba, la Bolivia e il Venezuela firmano un patto volto a impedire la realizzazione di un’area di libero scambio tra stati latinoamericani e Usa.

Dicembre 2006. Chávez viene rieletto per 6 anni alla guida del Paese.

Maggio 2007. Statalizza i giacimenti petroliferi dell’Orinoco (stimati come i più grandi del mondo).

Maggio 2008. Statalizza la maggiore azienda acciaifera del Paese.

Novembre 2009. Alleanza strategica del Venezuela con l’Iran.

Dicembre 2009. Cuba e il Venezuela concordano progetti comuni per un montante di 2,1 miliardi di Euro.

Aprile 2010. Cooperazione militare con la Russia. Putin finanzia 17 elicotteri militari.

Ottobre 2012. Chávez vince le elezioni con il 55% dei suffragi.

Marzo 2013. Muore a 58 anni.

 

In fuga

DALLA SIRIA

L’Onu annuncia che ci sono un milione di rifugiati che sono fuggiti dalla Siria: 7- 8.000 al giorno. Milioni sarebbero coloro che sono stati obbligati a lasciare la propria casa, pur non essendo ancora usciti dal Paese. Medici senza frontiere continua, come tutte le ONG occidentali, a non essere autorizzata dal regime di Assad ad operare nei territori più critici della Siria. In due anni di guerra sono morte secondo l’Onu 70.000 persone. Paradosso: 21 osservatori dell’ONU sono stati rapiti dagli oppositori al regime di Assad sulle alture del Golan.

 

Microsoft

MULTATA IN EUROPA

La commissione europea ha multato per 561 milioni di Euro la Microsoft, per non aver consentito agli utilizzatori la scelta del browser. Microsoft sostiene essersi trattato di un errore tecnico di cui intende assumersi la responsabilità.

 

Business

MODELLO GEORGIANO

La banca mondiale, pubblica la classifica dei Paesi in cui è più facile fare business: per la cronaca, l’Italia è settantatreesima. Interessante è il caso della Georgia, che è passata dalla posizione 137 nel 2005 alla posizione 9 oggi. Come hanno fatto? Hanno istituito una commissione che ha analizzato tutti i parametri di controllo che la classifica andava a spulciare per determinare l’ordine e ha legiferato con l’unico obiettivo di risalire la classifica. Stanziati 13 milioni di dollari per un progetto chiamato Georgia Business Climate Reform. Va be’, successone, congratulazioni dal Financial Times, CNN e BBC. Peccato però che nel frattempo sempre la Georgia, avendo soppresso varie cose fra cui i controlli antisofisticazione sugli alimenti, abbia fatto crescere il livello di botulismo presente, portandola a un poco glorioso primo posto mondiale: le industrie alimentari sono tante, molte a conduzione famigliare, i black out frequenti, pochi i controlli.

 

&SUD

mondo giù

 

“Troppe botte,

MI DIMETTO”

Il presidente del consiglio bulgaro Boiko Borisow si è dimesso in

seguito alle manifestazioni contro gli alti costi dell’elettricità: “Non voglio essere parte di un governo la cui polizia picchia i manifestanti”. In una recente manifestazione la polizia ne aveva feriti venticinque.

 

“Ah, se fossimo

RIMASTI IN IRAQ…”

Prima di lasciare il proprio posto a capo del Pentagono, Leon Panetta ha voluto sottolineare come l’uscita repentina dall’Iraq, voluta da Obama, abbia sostanzialmente annullato l’inflsuenza USA sul governo iracheno. Il rapporto evidenzia anche alcuni errori della politica americana, con un eccesso non coordinato di programmi grandiosi su cui non si è chiesta l’opinione degli iracheni, andando sostanzialmente ad operare nel vuoto di poteri che la guerra stessa aveva creato, senza riuscire a riportare il Paese alla normalità.

 

Governo tecnico

RESPINTO IN TUNISIA

Il presidente del consiglio tunisino Hamadi Jebali si è dimesso dopo aver proposto un Governo tecnico ed esserselo visto respingere. Dopo l’omicidio di Chokir Belaid, che la vox populi attribuisce all’establishment tunisino, si sono susseguite le manifestazioni antigovernative.

Dopo la primavera araba in Tunisia è ancora aperta la questione della definizione della nuova costituzione, mentre la vecchia nomenclatura politica stenta a farsi da parte. C’è voluto un mese per definire il nuovo gabinetto, e un mese per scoprire che in fondo va bene così: Ali Larayed, l’ex ministro dell’interno, sarà il nuovo presidente del consiglio e guiderà la stessa coalizione tripartita del Governo precedente.

 

Guerra di Corea

“RIFACCIAMOLA!”

Terzo test nucleare nordcoreano. Nuove sanzioni da parte dell’Onu. La Corea del Nord ha dichiarato nulli tutti gli accordi di non aggressione firmati con la Corea del Sud. Il 10 marzo gli Usa e la Corea del Sud hanno annunciato delle esercitazioni militari congiunte.

 

“Via i corrotti!”

E SI DA’ FUOCO

Plaren Goranov, 36 anni, si è dato fuoco davanti al municipio di Varna, durante una manifestazione contro la corruzione. I politici gli hanno dedicato una giornata di lutto nazionale.

La Bulgaria è il Paese più povero della comunità europea.

 

“Scappa, orso!

ARRIVA IL CANADESE”

I Paesi membri della convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate ha rifiutato di vietare il commercio internazionale dell’orso bianco. Per ferocia si è distinto il Canada, che sostiene che le popolazioni locali abbiano sviluppato un modello equilibrato di caccia.

 

Il fantasma

DI SARKOZY

Il tasso di disoccupazione in Francia è salito al 10%. Nicolas Sarkozy ha dichiarato che potrebbe essere “obbligato” a rientrare in politica dallo stato disastroso della politica francese.

 

Cento tibetani

TESTIMONI COL FUOCO

Il 13 febbraio si è dato fuoco il centesimo tibetano a Kathmandu. La Cina continua con la linea dura, malgrado il cambiamento della guida politica avvenuto a novembre.

 

Cyber warrior

ARRUOLATI NEGLI USA

Gli Stati Uniti hanno istituito una medagia in onore dei cosiddetti “cyberguerrieri”, un riconoscimento per chi militarmente combatte in difesa della patria via Web.

 

Waterloo:

LA FRANCIA NON PERDONA

Jacques Delors ex presidente della commissione Europea, ha suggerito al Regno Unito di lasciare l’Europa.

 

Fratelli

D’EUROPA

Daniel Cohn-Bendit ritiene che in Europa ci sia un asse schiacciasassi Cameron-Merkel, che ha monopolizzato l’accordo (2,1 miliardi di Euro alla Francia).

 

Stragi

DIMENTICATE

Quattro poliziotti serbi di Bosnia sono stati condannati a 22 anni di reclusione per aver ammazzato 150 civili durante la guerra, il 21 agosto 1992.

 

Imagine

A MILIONI IN PIAZZA PER LA PACE

Sono passati 10 anni dalla manifestazione pacifista mondiale contro la guerra in Iraq: 30 milioni di persone in 60 Paesi.

 

Ancora fuori

BULGARI E ROMENI

La Romania e la Bulgaria continuano a non essere parte dell’area Schengen. Sospesa la decisione dei ministri europei.

 

Lontane

GUERRE D’AFRICA

Il Brigadiere Wilfred Pingaud, 37 anni è la quarta vittima dell’esercito francese in Mali.

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