Razza padrona

Alla fine tornano tutti. I Presidenti condannati per mafia, i Sindaci che si sono fregati i soldi, persino i politicanti che hanno coperto stupri e violenze.

Abituati alla sfacciataggine, certi dell’impunità, coloro che vengono beccati a comprare voti, con le mazzette in mano, coi più fedeli collaboratori arrestati, scompaiono per qualche giorno, il tempo che lo schiamazzo sia scemato. E poi tornano, come se nulla fosse successo.

Tanto prima o poi si dimenticherà, si imparerà a ignorare, converrà omettere: per convenienza, per amicizia, per non apparire i soliti rompiscatole. Per costruire le future alleanze.

E come tradizione, torna pure Razza.

I numeri dei morti spalmati per non impressionare, i numeri dei tamponi gonfiati per rassicurare, le richieste politiche di maggior rigore ridimensionate per non apparire troppo rigidi. Tutto già superato, nonostante l’inchiesta in corso, nonostante la Sicilia ultima per vaccini, nonostante il buon senso, il pudore, l’opportunità politica.

Razza dovrà fare il Sindaco, l’eurodeputato, il sottosegretario. Bisogna dimenticare in fretta.

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