venerdì, Luglio 12, 2024
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Non mollare

La Resistenza che cos’è

“Non rompere le scatole al tuo padrone. Non parlare di mafia. Non chiedere i soldi che ti spettano. Non dire mai “i miei dirit­ti”. Perché tu di diritti non ne hai. Tu non conti niente. Tu non sei nessuno”.

Te lo dicono ogni giorno e se non basta­no le parole te lo dicono a legnate. A Cata­nia Costanzo ha fatto sempre quello che ha vo­luto. Come i democristiani e i socialisti sot­to Craxi. Come i gerarchi fascisti sotto il fascismo. Quando cambia il vento, cam­biano il colore della camicia (viva il duce, viva Andreotti, viva Craxi, viva Berlusco­ni) ma restano sempre al potere.

Resistenza vuol dire che per almeno una volta nella storia non è andata così. Che al­meno per una volta nella storia tu ti sei in­cazzato e hai detto “Adesso basta. Vo­glio contare anch’io”.

Questo è successo un ven­ticinque aprile di molti anni fa. I padroni e i gerarchi ne hanno ancora paura. Perché se è successo una volta può succedere ancora. Per que­sto dicono che sono cose vecchie e supera­te, e non bisogna pensarci più. Ma noi in­vece ce lo ricordiamo.

Molte persone come noi e come te han­no combattuto perché gli operai non venis­sero bastonati per la strada, perché i ma­fiosi come Costanzo fossero inseguiti e non pro­tetti dalla polizia, perché i ladri an­dassero in galera e non tornassero invece a gover­nare sotto un’altra bandiera. E’ grazie a loro che siamo un popolo, nonostante tutto, e non un gregge. Un popolo può sba­gliare una volta, può lasciarsi imbrogliare. Ma alla lunga, prima o poi, ragiona.

Viva la Resistenza contro i fascisti e i mafiosi, viva il Venticinque Aprile

I Siciliani

(volantino, aprile 1994)

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