Mazzarrà Sant’Andrea: 4 milioni in discarica

La Osmon e gli intrecci societari con Tirrenoambiente

Il Nucleo di Polizia Tributaria di Vercelli ha avviato un’attività ispettiva nei confronti della Osmon, l’azienda piemontese cui veniva assegnata l’attività di smaltimento del percolato senza effettuare una gara ad evidenza pubblica

Tirrenoambiente

Come previsto infatti dal decreto semplificazioni fiscali del 2012 (D.L. n. 16/2012 – convertito con L. n. 44/2012), l’Amministrazione Finanziaria può contestare le spese relative alla commissione di un reato a condizione che il Pubblico Ministero abbia esercitato l’azione penale. Dopo le quattro richieste di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio aggravato con cui la Procura della Repubblica di Vercelli ha chiuso l’inchiesta sulla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, gestita dalla Tirrenoambiente, parte anche questo nuovo filone.

Secondo quanto accertato, la pratica di appaltare incarichi in via diretta, finita anche nel mirino dell’Autorità nazionale anti corruzione (che ha inviato le sue conclusioni alle Procure della Repubblica di Vercelli e Messina), procurava un ingente vantaggio patrimoniale all’impresa vercellese pari a 1 milione e 455 mila euro, cifra risultante dalla differenza tra il costo sostenuto dall’impresa per il servizio di smaltimento del percolato prodotto dalla discarica e quanto incassato dalla medesima nei confronti della partecipata del comune di Mazzarrà Sant’Andrea.

Alla Osmon, che aveva significativi intrecci societari con Tirrenoambiente, è stata contestata l’indeducibilità dei costi direttamente sostenuti dalla medesima per la realizzazione del reato di abuso d’ufficio aggravato, pari a 4,5 milioni di euro.

 

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