Mafia? I catanesi ne ridono anche se li fa piangere - I Siciliani Giovani

Mafia? I catanesi ne ridono anche se li fa piangere

“Fuori la mafia dalla città” e… fuori dal corteo?

in attesa del corteo

Ai bordi della via Etnea le espressioni sui volti delle persone si rincorrono. Cercano di sbirciare gli striscioni, di capire cosa sta succedendo. È carnevale? C’entra Sant’Agata? Chi è tutta quella gente che staziona lì? “Fuori la mafia dal Comune” leggono. Alcuni passano indifferenti, altri sorridono di scherno, pochi rimangono lì unendosi al corteo.

cittadini ai margini del corteo

“Ma come? Il sindaco ha lasciato il posto a Roma dove guadagnava un sacco di soldi per venire qui e viene trattato così?” dice una signora. Sa delle intercettazioni telefoniche e dell’interrogazione in Commissione antimafia? “Io non so niente, so solo che non si può combattere mai questa mafia. La maggior parte di noi non potrà cambiare mai, perché siamo fatti così. È la nostra natura”.

Uno dei portatori della candelora dei fiorai riguardo alle infiltrazioni mafiose nel Comune. “Devo essere sincero? C’avissumu abbiari na bumma! Un colpo di stato ci vorrebbe! Ma dovremmo essere tutti uniti, perché in pochi non si ottiene nulla”. Lui però non si accoda al corteo.

“Fuori la mafia dal Comune!”

Un giovane chiede all’amica accanto “Tu sei pure contro la mafia?”, “see” risponde lei e ridono. Che c’è da ridere? Cosa pensano di questa manifestazione? “E’ na farsa perché i primi mafiosi sono quelli che la stanno scortando”. Si riferiscono ai poliziotti che blindano il corteo come se i criminali fossero i manifestanti.

piazza duomo blindata

Un uomo di mezz’età invece pensa che il corteo sia “una stronzata, una buffonata” e ride “la mafia c’è e ci sarà sempre. La mafia è pure qua certo, ma le teste grosse sono a Roma”. Il suo amico non pensa niente invece, l’altro si è addirittura allontanato. E un altro ancora ammonisce “Lascia stare la mafia, gioia. Rilassati e pensa ad altro!”

“Lavoro! Lavoro! Lavoro!”

Dichiarazioni che fanno pensare che ognuno ha i governatori che si merita. Ma c’è anche chi come la signora Eleonora dice che “Non è una novità che la mafia sia al Comune e in generale in politica. Così non si può andare avanti, non si può dormire su queste cose, ci vorrebbe una rivoluzione totale”. Allora la invitiamo all’assemblea dell’11 febbraio alle ore venti in Palestra Lupo. “Grazie ma stai attenta gioia”.

E poi c’è Cristian, giovanissimo, si distacca dagli amici caciaroni che “non pensano niente” e si espone senza remore. “Questo corteo è fondamentale. Manifestare è quasi un obbligo per noi cittadini ed è uno dei pochi modi che ci rimane per combattere questo cancro. Pensare che non si può cambiare è sbagliato, da persone irragionevoli. Ormai è come se la mafia ci appartenesse, come se ce l’avessimo incorporata dalla nascita, invece si può e si deve estirpare.”

giovane cittadina al corteo

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