Lentini, colpito il patrimonio del boss lentinese Sebastiano Brunno: sequestrati beni per 200mila euro

ANCORA DURI COLPI ALLE TASCHE DI “NEDDU ‘A CRAPA”, OVVERO SEBASTIANO BRUNNO, IL BOSS DI COSA NOSTRA CONSIDERATO A CAPO DEL CLAN LENTINESE DEI NARDO LEGATO A QUELLO DEI SANTAPAOLA A CATANIA.

Al soggetto sono stati sequestrati beni per 200 mila euro, tra i quali diversi veicoli e l’appartamento di Carlentini sito in zona Balate di Zacco, dove vivono la moglie e i figli, immobile che risulta ancora intestato all’impresa edile che lo ha realizzato. A conferma di ciò, le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia: “L’appartamento dove abita ancora oggi la famiglia Brunno è tuttora intestato al costruttore. Ma si tratta di un trucco finalizzato ad evitarne il sequestro da parte della magistratura; ciò mi è stato raccontato dallo stesso Brunno nel 2007-2008″.

Il provvedimento, ancora in fase di esecuzione, è frutto della sinergia tra la Procura della Repubblica guidata da Giovanni Salvi e la Direzione investigativa antimafia di Renato Panvino.

L’attività è stata avviata grazie anche all’arresto – compiuto eccellentemente dai Militari dell’Arma di Augusta in seguito alle denunce di alcune vittime – di tre uomini accusati del reato di estorsione aggravata con metodo mafioso ai danni di commercianti e ristoratori. I tre malviventi, Pippo Floridia, 59 anni di Lentini, Marcello Ferro, 54 anni e Giuseppe Petullà, 43 anni, entrambi di Augusta, avrebbero infatti chiesto il pizzo a piccole e medie imprese, per cifre annue che andavano dai 500 ai 6 mila euro, destinate a depositarsi nelle casse del famigerato clan Nardo.

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