Lasciare

Avete mai avuto una di quelle discussioni? Sapete, quando la pressione per lasciare sale e sale?

Quando lasciare diventa delizioso. Renderà l’idea per voi – sommerà tutte le frustrazioni – a questo blaterare senza fine, a questo girare attorno queste irrisolvibili spaccature. Dirà qualcosa di grandioso. Farete un’azione. Azione! Positiva e chiara.

London, foto Mara Trovato

Lasciare,  penserai, sarà una comunicazione – molto meglio dei suoni che emetti adesso. Sono stanche ripetizioni. Questo invece sarà ricco e pieno di significato. Prosciughi tutta l’energia della stanza e la posti via con te andandotene. Avrai l’ultima parola. Il tuo lasciare sarà stata quella parola e brillerà e vincerà la discussione per sempre.

E poi sei fuori. E fa freddo. Certo, hai lasciato il cappotto dietro. Puoi vederlo li nella tua mente, appeso sulla spalliera della sedia. Nella stanza calda. Nella luce. E il tuo portafoglio nella tasca interna. Non puoi tornare indietro, però, perché l’aver lasciato è troppo importante per rovinarlo.

Ed eri nel giusto. Questo è ovvio. Sebbene il vento tagli attraverso la tua camicia ed è orribilmente buio. Forse puoi andare da qualche parte. Hai tanti amici, dopo tutto. Ma sono le tre del mattino e abitano tutti a miglia di distanza.

Ti siedi alla fermata del bus. Il bus non arriverà per ore. Un uomo passa dall’altro lato della strada. Il suono dei passi è una sorpresa perché normalmente c’è traffico. Pensi possa essere… ma no. Nessuno che conosci. Eviti il contatto visivo. I passi si allontanano. Il freddo si deposita su di te, affonda, e stai tremando adesso.

Sicuramente avevi ragione a lasciare. Assolutamente la cosa giusta da fare.

Il 23 giugno 2016 il Regno Unito voterà se lasciare l’Unione Europea

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Aggiornamento

Come potete immaginare, questo frammento fu scritto prima del catastrofico voto del Brexit britannico. Mentre scrivo, la moneta è in caduta libera, il futuro del Regno Unito è incerto (con la Scozia che certamente premerà per un referendum sulla secessione) e nessuno ancora sa quanto isolata – culturalmente, politicamente, economicamente – questa isola si è resa. Ero orgoglioso di essere europeo e adesso siamo incastrati nel freddo e buio che ho immaginato in questo pezzo. So già che c’è chi si sta organizzando per cercare metodi per rigettare la xenofobia ed abbracciare la diversità. Incastrati nel freddo e buio, ma sperando contro ogni speranza per un bus notturno.

http://www.inflatablepress.com/on-leaving/

 

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