La mattanza - I Siciliani Giovani

La mattanza

I numeri contano. Si contano i numeri.

“Quanti ne sono morti?!?” Se sono cento è un conto, se a morire sono novecento qualche coscienza comincia a dar cenni di vita.

Se poi nella conta ci metti anche i bambini e le donne, la falsa coscienza comincia a infastidirsi, a sentirsi nauseata. Uno strano malessere, uno sconosciuto senso del dovere.

 Si va alle manifestazioni, si chiede l’asilo politico Europeo. Si chiede umanità e collaborazione.
Bruxelles invece triplica i fondi europei per aiutare l’Italia e la fallimentare missione Triton. “Per sopportare meglio l’emergenza naufraghi” si mettono a disposizione navi, elicotteri, casomai anche navicelle spaziali.


Nel frattempo, fra tanta generosità, negli alti palazzi e tra la gente imbruttita si fa finta di non capire che niente e nessuno può fermare un disperato se la sua disperazione è reale. Fuggire da morte certa per rischiare di morire.

La vita che uno vive è solo una questione di latitudine. Se io fossi nata in Palestina invece che in Italia che persona sarei? Se mia madre invece che italiana fosse stata ebrea ai tempi di Hitler, cosa avrebbe vissuto?

E se mio figlio…
carne della mia carne…
sangue del mio sangue…
fiato del mio fiato…
stesse fuggendo con uno di quei barconi?
Proviamo ad immaginarci lì, senza imbruttirci ancora.
Mentre la mattanza continua.

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