Io Robinson, tu Venerdì

Storia della colonizzazione: il Black Friday, venerdì nero

È arrivato il Black Friday, saldi senza fine e televisori (in teoria) fino a dieci euro. In Italia (e in gran parte del mondo) fino ad una decina di anni fa. non si sapeva neanche che cosa fosse. Adesso lo trovi pure sui cartelli a pennarello nelle bancarelle. Alla fine, dunque,il venerdì nero è arrivato anche qui. Ma che cosa’è , esattamente?

Dunque, il Black Friday nasce negli Stati Uniti d’America nel 1952. Il nome indica il giorno successivo alla festa del Ringraziamento (con cui i primi coloni esprimevano gratitudine per il cibo donatogli dagli inconsapevoli indiani…): quest’anno si ringrazia il 28 novembre, e dunque il 29 è Venerdì nero. Perché “nero”? Non si sa. Forse – secondo alcuni – per indicare il terribile traffico cittadino nella giornata in questione.

E in Italia?

Tutti i paesi del mondo hanno aderito al Black Friday, fino all’ultima cittadina di diecimila abitanti. E così anche noi abbiamo scoperto lo shopping, cioè la vecchia spesa ma compulsiva. Chiusura delle piccole botteghe, lavoro anche festivo per i commessi, e la domenica italiana trasferita dal passeggio nel corso alla folla nei centri commerciali (curiosità: in quale provincia ce n’è di più? Avete indovinato: a Catania…).

Le 1.254 strutture presenti in Italia nel 2018 hanno fatturato 71,6 Mlrd di euro ed hanno occupato 587mila lavoratori. Il  quaranta per cento del fatturato è prodotto nel weekend, domenica compresa.

Secondo Nomisma (una società di consulenza), un italiano su tre (il 32 per cento) va al centro commerciale proprio di domenica.

La maggior parte degli italiani – esattamente l’83 per cento – passa il tempo libero all’interno dei grandi centri, non solo per fare shopping ma anche semplicemente per socializzare. Il 69 per cento ci passa pure una parte delle vacanze.

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