“U Santu Bambino era una cosa bella”

Negli ultimi anni, il centro storico di Catania è stato privato di quattro strutture ospedaliere: il “Vittorio Emanuele” con reparto di pronto soccorso; il “Santa Marta” che ospitava gli ambulatori di clinica oculistica; il “Ferrarotto” chiuso già da anni specializzato in Chirurgia trasferito all’attuale Policlinico di Catania e il “Santo Bambino”, presidio specializzato in Maternità con reparti di Ostetricia e Ginecologia, chiuso da qualche giorno.

Nove Marzo

“Ho 24 anni, ho preso la laurea da poco e sto facendo servizio civile a Catania. Ci siamo posti spesso questa domanda, ed effettivamente soprattutto le ragazze più giovani vedono il femminismo come una battaglia delle nostre nonne, ormai superata, pensano che si sia raggiunta la parità di genere solo perchè possiamo votare, lavorare, possiamo decidere di non sposarci o di divorziare. Ma questo non ci basta, e c’è bisogno di portare nuovi contenuti nelle scuole e nelle Università.”

Fateli partire

Mentre la Catania solidale, costruisce, una coscienza antirazzista, la guardia costiera italiana e le autorità olandesi, sono impegnate a trovare cavilli tecnico – burocratici per trattenere la Sea Watch, nel porto cittadino.

Attenti all’O.D.A.

L’ODA, “Opera Diocesana Assistenza Catania”, gestita attualmente dall’avvocato Adolfo Landi, è in crisi da diversi anni. Oggi si parla di risanamento, ma i lavoratori continuano a soffrire un clima difficile. Le armi sono il provvedimento disciplinare, il licenziamento o, per i più fortunati, il trasferimento.

Cile – Il Mandela dei Mapuche

Chi parla è il machi Celestino Cordova Tránsito, un giovane uomo di trentunanni alto circa un metro e ottanta, robusto, con mani grandi e capelli lunghi e scuri raccolti in una coda. È una delle guide spirituali del popolo Mapuche, famoso perché è rinchiuso da cinque anni nel carcere di Temuco. Il 23 aprile ha interrotto uno sciopero della fame durato centouno giorni: la sua richiesta sono quarantotto ore di libertà, il tempo giusto per ripetere il suo rito nel luogo sacro chiamato rewe.

Vita da camerieri

“Il cameriere a Catania viene concepito come il tuttofare che lavora in sala, e fa tutto quello che serve nel locale. Lavora in cucina, sparecchia, apparecchia, pulisce alla fine. Si fa un servizio che in un contratto dovrebbe comprendere più mansioni, invece si lavora senza contratto e si viene pagati poco”. Matteo ha ventuno anni, ha lasciato l’università per ragioni economiche e fa il cameriere per arrotondare.

Chi è il nazi-killer di Macerata

Luca Traini, 28 anni, è l’uomo che questa mattina ha sparato ad alcuni stranieri nelle strade di Macerata, gettando nel caos l’intera comunità. Croce celtica sul polpaccio e saluto romano all’ingresso, fu cacciato dalla palestra perché razzista e omofobo.