Il centro polifunzionale Midulla ritorna alla città

Catania, a San Cristoforo un gruppo di cittadini occupa l’ex cinema

Scendendo da via Belfiore, la prima traversa sulla destra è via Zuccarello: una strada così stretta che sembra un vicolo, e proprio qui, dirimpetto al mercato rionale, c’è il Centro polifunzionale Midulla. Domenica 8 gennaio un gruppo di cittadini ha deciso di occuparlo e rimetterlo a disposizione del quartiere San Cristoforo e della città.

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“I libri li vedi adesso sistemati ma erano buttati qua e là” ci dice uno degli occupanti poco prima di mostrarci l’ampia palestra del Midulla “Naturalmente nel mentre hanno cercato di rubare quello che hanno potuto, persino una ringhiera… vendere ferro è un guadagno del resto!” mentre lo dice sullo sfondo si nota uno degli ingressi che riporta i segni di un incendio…

La storia del Midulla è l’emblema del potere politico – di ogni colore e amministrazione – che costruisce per poi abbandonare “Era nato come cinema, nei tempi d’oro in cui avere un cinema in un quartiere lo rendeva importante… Poi negli anni Settanta un incendio l’ha danneggiato. Negli anni Novanta l’amministrazione comunale, tramite il progetto Urban, lo ha acquistato per riqualificarlo e farlo diventare un centro polifunzionale” così racconta uno degli occupanti.

E il centro polifunzionale per un po’ di tempo ha funzionato: c’era una piccola biblioteca e un paio di giorni alla settimana erano dedicati alle donne del quartiere che potevano usufruire della palestra del centro. Nel 2012 però non ci sono più soldi per mandare avanti questo posto, e quindi viene chiuso. Nel frattempo sono molte le associazioni che lo richiedono al Comune per farselo assegnare, ma a parte qualche breve apparizione – come quella dei ragazzi dell’Orchestra Falcone-Borsellino che ne usufruiscono per un periodo limitato e poi sono costretti a cederlo perché non possono permettersi quei costi di manutenzione e di assicurazione – null’altro, il centro Midulla rimane chiuso.

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Gli occupanti nel loro primo comunicato affermano che a Catania è in atto una ricostruzione spontanea dove “gruppi di cittadini si stanno già prendendo cura dei beni comuni presenti sul proprio territorio, pensiamo a San Berillo, Librino, o lo stesso San Cristoforo” aggiungendo che “il fatto che semplici cittadini si occupino dei beni di tutti con la stessa attenzione che riservano a quelli propri dimostra come nella società civile ci siano ancora senso di responsabilità, appartenenza, solidarietà e capacità di iniziativa. Ed è per questo che dopo cinque anni di attesa, di abbandono e immobilità istituzionale il Midulla viene occupato per essere riconsegnato ai catanesi”.

Durante l’assemblea che si è tenuta lunedì 9 gennaio per informare dell’occupazione del Midulla nessun progetto è stato proposto, ma chiunque tra i presenti è stato chiamato a dare il proprio contributo per la rinascita di questo centro polifunzionale. Chiunque voglia dare una mano può recarsi in via Zuccarello dalle 10 del mattino alle 6 del pomeriggio, mentre domenica 15 gennaio ci sarà il prossimo incontro per programmare insieme un altro pezzo di città.

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