Giorgiana Masi, studentessa

Giorgiana Masi si trova nei pressi di piazza Belli, quando improvvisa parte una carica di polizia e carabinieri, preceduta da un lancio di lacrimogeni, da via Arenula. Pochi minuti prima tre grosse moto, secondo le testimonianze dell’epoca, arrivarono sul lungotevere degli Anguillara, all’angolo con la piazza verso la quale si sta dirigendo Giorgiana.

Sopra ci sono tre vigili in divisa e uno in borghese, quest’ultimo scende dalla motocicletta, impugna la pistola e spara ad altezza d’uomo. Poco dopo, vicino a Piazza Sonnino, cadono a terra: Giorgiana Masi, colpita da un proiettile calibro 22 all’addome e una sua compagna, Elena Ascione, ferita a una gamba. Giorgiana, da terra, non si rialzerà più. Al Tg della Rai il ministro dell’Interno, Cossiga, giurerà che in piazza non vi fossero agenti in borghese armati. Le foto scattate quel giorno dai fotocronisti lo smentiranno solo poche ore dopo.

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