Fategli fare i medici

“Da qualche giorno ho avviato una campagna social dal nome Stop Imbuto Formativo, destinata alla richiesta di più borse di specializzazione per i medici” spiega Michele, giovane dottore catanese di ventisette anni.

L’excursus formativo per un dottore sembra essere infinito: “Un ragazzo per diventare medico deve superare moltissimi step: deve effettuare un test e se entra, deve studiare per altri sei anni diventando così medico, ma senza saper fare granchè a livello pratico. Io in sei anni non ho mai fatto una puntura ad esempio”- ammette Michele – “Una volta che ti laurei devi affrontare un altro test per la scuola di specializzazione che è nazionale. Solo dopo viene stilata una graduatoria: se arrivi tra i primi mille potrai scegliere la branca che più ti piace, altrimenti ti tocca prendere quello che rimane.”

“L’imbuto formativo quindi si forma tra la laurea e la scuola di specializzazione. I miei colleghi che si sono laureati a luglio 2018, hanno dovuto svolgere un tirocinio post laurea da ottobre a gennaio 2019. A febbraio hanno fatto il test per l’abilitazione e l’hanno passato. A marzo erano medici abilitati alla professione, così a luglio hanno effettuato il concorso al quale partecipavano sia i laureati del 2018 che del 2019, più tutti quelli non erano entrati negli anni precedenti” dice Michele.

Ad oggi, di fronte alla pandemia da Covid19, la laurea è diventata abilitante, eliminando di fatto un gradino dalla lunga scalata per diventare medico.

 “Il governo sta facendo credere alla popolazione Italia che un medico appena abilitato ha le capacità per affrontare un’emergenza del genere, stanno facendo passare i dieci mila laureati come salvatori della patria”- afferma Michele- “ Io mi sentirei un peso, al momento sono un medico formato a metà. Anche se il tirocinio nel nostro percorso di studi è obbligatorio non tutti lo prendono sul serio.”

“Da anni lamentiamo la carenza dei posti di specializzazione, infatti spingendo sull’argomento, il 27 giugno del 2019 con il ministro Bussetti e il 24 marzo con il ministro Manfredi sono stati aumentati i posti alla facoltà di medici passando da 9779 a 13500 posti, quest’anno invece ce ne saranno 8776 per migliaia di studenti laureati negli anni passati e quelli con laurea abilitante.

L’Italia sta chiamando medici albanesi, cubani, cinesi ma non ha senso; i dottori ci sono, bisogna farli formare. Io e altri amici abbiamo spedito email a politici, giornalisti, ma mai nessuno ci ha ascoltati e ne supportati.”

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