venerdì, Giugno 26, 2026

Cronaca

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Catania: il disastro umanitario è qui

Dopo innumerevoli anni, decine di senza tetto, più di quaranta persone – catanesi e migranti, di norma stazionanti all’addiaccio nell’area del Corso Sicilia – che da sempre hanno passato le rigide nottate invernali distesi sul nudo asfalto, hanno avuto la civica occasione di essere alloggiati in un ambiente accogliente e riscaldato. Grazie ad un tendone gestito dalla Croce Rossa. Adesso, dopo una settimana, dicono che il tempo dell’accoglienza civile e solidale è finito.

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Alla testa del corteo

Il bambino pedala allegramente una ventina di metri avanti al corteo e ogni tanto si ferma e mette in mano al passante una copia dei Siciliani che è fieramente impegnato a distribuire. È un bambino del Gapa, uno di San Cristoforo, uno del doposcuola. Alle spalle, il corteo avanza lento, con lo striscione dei Siciliani in testa e un paio di centinaia di cittadini che marciano in silenzio.

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“Crediamo molto nella nostra protesta”

Il portone del liceo Boggio Lera è barricato, anche di sera quando ci vai. Lo presidia un gruppo di studenti: “Parola d’ordine” chiedono a chi vuole entrare. Un via vai di ragazzi e ragazze. Fanno i turni, la notte dormono lì. Ogni giorno alle nove in punto fanno l’assemblea per discutere e decidere il da farsi. Il resto del tempo lo passano tra i gruppi tematici che hanno creato per parlare di ambiente, beni confiscati, fondi strutturali europei.

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Perché a Librino il 90% di NO al referendum

È stata insomma anche una reazione al malessere sempre più grande che attanaglia soprattutto le periferie, e spero che anche per le elezioni amministrative e politiche la gente capisca pure che se non ha un lavoro e spesso non ha niente da mangiare, accettare promesse di lavoro che non si concretizzeranno mai o semplicemente pacchi di spesa, non risolve una condizione di marginalità a cui i molti hanno deciso di relegarli.

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La città in gioco

“Tu giochi anche quando non giochi, con la mente sei sempre lì a pensare alla prossima giocata. Emotivamente sempre più lontano, anche se presente, dagli affetti e dai momenti di vita familiare. Fino a quando neghi di avere un problema, il vortice nel quale sei entrato trascina con sé tutte le persone che sono legate a te, nessuno escluso”. 

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