Comunicato Stampa

Catania Bene Comune, Comitato Porto del Sole, Comitato No Pua, I Siciliani

Discoteca Vecchia Dogana non autorizzata, intervengano le autorità. Il Comune sospenda collaborazioni

Vecchia Dogana, foto Alessandro Romeo

L’8 marzo 2016 Cosimo Indaco, Commissario dell’Autorità Portuale di Catania, proprietaria dell’edificio denominato Vecchia Dogana dichiarava in merito alle attività svolte in quella sede, e in particolar modo circa la discoteca: “non abbiamo dato permessi. A mio avviso intanto le attività non dovrebbero svolgersi. Noi contestiamo l’attuale stato d’uso e conservazione dell’immobile. E abbiamo dato mandato all’avvocatura dello Stato affinché contesti la gestione precedente, che non ha risposto alle attese. All’Autorità portuale spettano la valutazioni sull’utilizzo della struttura. Dobbiamo valutare se il piano che è stato presentato è consono a un rilancio effettivo. Ma l’iter non è ancora concluso” (Meridionews 8 marzo 2016).

Dopo la denuncia di Catania Bene Comune, Comitato Porto del Sole, Comitato No Pua e della redazione de I Siciliani, sul cambio di destinazione d’uso, in discoteca, di un edificio pubblico, ristrutturato con un cofinanziamento di 3milioni 600mila euro pubblici per ospitare attività per l’incremento del turismo, il Commissario dell’Autorità Portuale ha dovuto ammettere l’impossibilità di svolgere quel tipo di attività.

Inoltre l’amministratore della società Vecchia Dogana SPA, concessionaria dell’immobile, ha dichiarato che i locali della discoteca sono stati dati in gestione alla società Deus Ex Machina di Rosario Coniglione (La Sicilia 8 marzo 2016).

Rosario Coniglione è anche “titolare della discoteca Stone. Un locale sul quale non sono aperte indagini ma che, secondo un’intercettazione registrata dagli investigatori, sarebbe nelle disponibilità di Andrea Nizza, latitante da un anno, esponente di spicco del clan Santapaola” (Meridionews 8 marzo 2016).

Nonostante le gravi dichiarazioni del Commissario dell’Autorità Portuale, Cosimo Indaco, le attività di discoteca della Vecchia Dogana sono proseguite come se nulla fosse successo. Anzi, il Comune di Catania, tramite l’Assessorato alle attività produttive sta tentando di avviare collaborazioni con le società che hanno in gestione i locali, attraverso lo spostamento proprio alla Vecchia Dogana del mercatino delle pulci. A causa di tale forzatura dell’amministrazione il mercatino di domenica 13 marzo non si terrà, per il rifiuto degli espositori di essere trasferiti in quella sede.

Chiediamo alle Autorità competenti, in primis al Comitato Portuale di cui fa parte anche il Sindaco di Catania e il Commissario della città metropolitana e al Commissario dell’Autorità Portuale, di intervenire per assicurare la corretta gestione di uno spazio di proprietà della collettività.

Chiediamo al Comune di Catania di sospendere qualsiasi tipo di collaborazione con la Vecchia Dogana fin quando non verrà fatta chiarezza sulle modalità di gestione. Chiediamo al Sindaco Bianco e all’amministrazione di bloccare qualsiasi tipo di collaborazione con la discoteca Ecs Dogana (già infatti sono stati pubblicati i manifesti con il logo del Comune e della discoteca Ecs Dogana in merito al mercatino delle pulci di domenica 20 marzo).

Sebbene Rosario Coniglione non sia indagato né citato nelle inchieste della magistratura, per mezzo di un’intercettazione ambientale sono le forze dell’ordine a collegare la discoteca Stone da lui gestita (tramite una società diversa dalla Deus ex machina srl) con il clan Santapaola. È per questo che appare quantomeno inopportuna la collaborazione tra un ente pubblico e questo imprenditore.

La memoria, anche se i fatti non coincidono, non può che andare infatti alle vicende che hanno riguardato la discoteca Empire e la “strada degli artisti” che grave danno di immagine e gravissimo imbarazzo hanno creato all’intera città.

Catania Bene Comune

Comitato Porto del Sole

Comitato No Pua

I Siciliani

Un pensiero su “Comunicato Stampa

  • 14/03/2016 in 10:00
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    A sentire tale privato spedizioniere Indaco Cosimo che oggi è perfino pubblico commissario portuale, l’ente ancora una volta nelle sue mani dopo averlo presieduto a lungo in dispregio del rilievo del Magistrato sulla illegittimità di tale pubblico incarico per conflitto di interessi privati, non ha mai “dato permessi” nell’edificio monumentale ex Dogane di Stato prima concesso al gruppo Virlinzi-Maccarrone-Venora ed oggi sub concesso da loro stessi al gruppo Rosario Coniglione senza il preventivo assenso di legge della Autorità Portuale. A leggere Indaco, con lui anche il Sindaco Bianco che è componente di ruolo del Comitato interno di gestione della Autorità Portuale, non ne sa nulla del porto della città ambedue nelle sue mani.

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