Che succede in Turchia?

Supporter dell’AKP durante le celebrazioni per il 562esimo anniversario della conquista di Costantinopoli da parte del Sultano Mehmet II. Negli ultimi due anni, Erdogan ha giocato la carta neoottomana, promettendo ai suoi elettori una Turchia potente e rispettata come l’Impero Ottomano: il palazzo da mille stanze che si è fatto costruire in una zona verde protetta di Ankara a dispetto dei divieti vigenti, è il segno più visibile di questa grandeur che si accompagna alla convinzione di essere il padre della “Nuova Turchia” ed in quanto tale superiore alla legge.

Visto l’alto rischio di brogli e dopo l’esperienza delle elezioni presidenziali del 2014, una prova importante di come la società civile turca stia cercando di proteggersi per assicurare un regolare corso democratico è stata offerta dalle organizzazioni di volontari, una su tutte “Oy ve Ötesi” (Voto e Oltre), e da tutti i cittadini che hanno monitorato i seggi. Il monitoraggio ha funzionato benissimo a giugno, ma non a novembre: numerose le denunce di brogli, che però non hanno avuto alcun seguito legale.

I funerali di Kübra Meltem Mullaoğlu, una delle 102 vittime dell’attentato di Ankara, il più grave attacco terroristico della storia turca. Candidata ad Istanbul per il Partito Democratico del Popolo (HDP) nelle elezioni del Primo Novembre, Meltem il 10 ottobre era andata ad Ankara, insieme a migliaia di altri pacifisti, per manifestare in nome del lavoro, della pace e della democrazia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che succede in Turchia? L’aria è molto tesa, quasi da guerra civile nel Sud-Est, dove le operazioni contro il PKK sono di fatto operazioni contro l’intera popolazione. Il timore di attentati c’è, ma le persone cercano di continuare a vivere una vita normale. La preoccupazione di guadagnare un pezzo di pane è più grande della paura di una bomba che può esplodere sulla via del lavoro.

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