Bilancio Comune di Catania. Conferenza stampa blindata - I Siciliani Giovani

Bilancio Comune di Catania. Conferenza stampa blindata

Consegnati dati inattendibili, la città presa in giro.

Gravissime le dichiarazioni di Girlando su redazione piano di riequilibrio. La conferenza stampa indetta questa mattina dal Sindaco Bianco e dall’Assessore al Bilancio Girlando ha rappresentato l’atto disperato di un’amministrazione incapace di gestire la cosa pubblica e consapevole di aver perduto il consenso della città.

l’ Assessore D’Agata con Matteo Iannitti di Catania Bene Comune

La scelta del Sindaco di blindare la conferenza stampa, impedendo l’ingresso di associazioni, cittadine e cittadini, giornalisti non ancora iscritti all’ordine, è l’ennesimo atto di arroganza che denota il più profondo disprezzo verso la democrazia e la partecipazione.

Enzo Bianco crede di rispondere al proprio fallimento amministrativo e al proprio declino politico rifiutando il confronto e schierando uno stuolo di yes-men e vigili urbani tra lui e la cittadinanza. Atti gravissimi che rischiano di minare irreversibilmente la vita democratica della città in un momento di già preoccupante sfiducia verso le Istituzioni.

Giovanni Caruso de I Siciliani giovani

I dati contabili forniti da Bianco e Girlando durante la conferenza stampa sono inattendibili. Essi infatti non coincidono con i dati forniti ufficialmente dalla corte dei conti, con quelli pubblicati dal quotidiano La Sicilia, con quelli diffusi dal vice Presidente del Consiglio Comunale, Sebastiano Arcidiacono, nei giorni scorsi. Dati assemblati, a detta dell’Assessore Girlando, dai revisori dei conti che tuttavia non erano presenti alla conferenza stampa e che non hanno ancora fornito ufficialmente alcun atto sullo stato del bilancio.

Nessuna operazione verità ma piuttosto un’operazione depistaggio: un insieme di cifre non supportate da alcun atto ufficiale e del tutto diverse dai dati, quelli sì ufficiali, diffusi nei giorni scorsi. L’Amministrazione ha dichiarato di aver ridotto complessivamente il debito comunale, di aver addirittura ottenuto maggiori risparmi rispetto al piano di riequilibrio ma non è riuscita a spiegare come tali risultati economici sono stati ottenuti e perché la Corte dei Conti sostiene esattamente l’opposto, ovvero che il Comune è gravemente inadempiente e ha aumentato il disavanzo. Anche rispetto all’anticipazione di cassa sono stati forniti dati del tutto differenti da quelli verificati nei giorni scorsi.

Rispetto poi alla redazione del piano di riequilibrio finanziario l’Assessore Girlando ha dichiarato, in un incontro tenuto con una delegazione di Catania Bene Comune, che esso sta venendo redatto da lui e da suoi “collaboratori privati, esterni all’amministrazione”.

impedito l’ingresso ad associazioni, cittadine e cittadini, giornalisti non ancora iscritti all’ordine per “problemi di ordine pubblico”

Si tratta di un fatto sconcertante: è inconcepibile che un’amministrazione pubblica, in uno dei comuni più importanti d’Italia, neghi i documenti alla commissione bilancio e alla cittadinanza per poi incaricare “amici” dell’Assessore al Bilancio, senza alcun incarico formale, di redarre un atto fondamentale quale il piano di riequilibrio che vincolerà l’attività amministrativa dei prossimi anni. Personaggi che potrebbero avere qualsiasi tipo di conflitto d’interesse stanno in queste ore, come confermato dall’Assessore Girlando, contribuendo a scegliere in quali settori tagliare, quali società privatizzare, quali immobili svendere.

Chiediamo che il Consiglio Comunale, il Segretario Generale, l’Autorità Anticorruzione censuri immediatamente l’operato di Girlando e sottragga subito a soggetti esterni al Comune la possibilità di interferire con l’attività amministrativa.

La conferenza stampa di Bianco e Girlando non è stata altro che un inutile esercizio di stile, volto più a confondere che a consegnare la verità ai cittadini, non a caso esclusi.

Annunciamo sin da subito la presenza di una delegazione di Catania Bene Comune all’audizione dell’Amministrazione Bianco alla Corte dei Conti il prossimo 31 maggio a Palermo.

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