sabato, Maggio 2, 2026

Autore: redazione

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Catania, mafia e politica: chi le combatte e chi no

Chiediamo di assumere una precisa posizione in questo momento drammatico per la storia della città. Noi siamo sempre qui, impegnati come sempre e come sempre pronti ad ascoltare le voci di chiunque intenda schierarsi apertamente a difesa non delle nostre organizzazioni ma dell’avvenire della città, e soprattutto dei quartieri del centro storico e delle periferie, oppressi dalla malapolitica e dal potere mafioso.

segue comunicato CittàInsieme

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Gli ipocriti e il sultano

Dino Frisullo l’aveva detto: “E’ una feroce dittatura”. Ma l’Italia preferì fare affari coi turchi

Fa sorridere lo stupore per quanto sta accadendo in Turchia. Erano il 1998 e il 1999 quando Dino Frisullo pubblicò L’Utopia incarcerata, Diyarbakir, Kurdistan: le “loro” prigioni e Se questa è Europa. Viaggio nell’inferno carcerario turco. In entrambi Dino racconta i quaranta giorni nelle carceri turche dopo l’arresto durante le celebrazioni del Newroz (il capodanno kurdo) 1998.

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Catania, i soldi della mafia col bollo del comune

Villa Pacini gestita da un prestanome del clan Cappello

“Come mai il chioschetto è chiuso?” chiediamo a qualche anziano sulle panchine di villa Pacini. “Cose storte ci sono state! Che cosa non lo sappiamo, ma cose storte!”. Gli sguardi si incrociano pieni di diffidenza. È da mesi che il sindaco Bianco e la sua giunta sfuggono discretamente a tutte le malefatte di cui sono protagonisti. Una volta inaugurando solennemente un semaforo, un’altra volta una pista ciclabile. E intanto la città soccombe.

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Infilitrazioni mafiose a Catania

Orazio Buda gestiva anche il chiosco comunale di Villa Pacini.

Orazio Buda, considerato dagli investigatori “elemento carismatico del sodalizio mafioso” e da alcuni collaboratori di giustizia “trafficante di droga per il Clan Cappello”, è oggi sotto i riflettori perché, in quanto dipendente della società Caffè Napoleon, gestisce i parcheggi delle spiagge libere. A seguito dell’operazione antimafia Prato verde, gli sono stati confiscati beni del valore di 600mila euro. Tra questi c’è anche il chiosco comunale di Villa Pacini.

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“Gentaglia a noi? Solo perché facciamo il bagno?”

Ad Augusta si lotta per il promontorio di Punta Izzo

“Ero con mio marito sugli scogli, c’eravamo arrivati in barca. Ad un tratto vengono i carabinieri e ci dicono che lì non possiamo stare e che ci conviene andarcene subito perché altrimenti non ci saranno soldi che potranno bastare per pagarci l’avvocato!”. Punta Izzo, uno dei tratti di costa selvaggia più belli dell’isola, non è fruibile dai cittadini, o meglio: non è fruibile da tutti i cittadini. È zona militare – dicono – ma in realtà se paghi e mostri il pass puoi tranquillamente balneare.

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