Sogni nel cassetto

“Di recente ho letto delle statistiche, dei report, secondo cui quasi il 99% dei licenziati a causa della crisi economica da Covid-19 sono donne. Quindi non solo non ci viene assicurato un impiego nel mondo lavorativo, in più dobbiamo anche preoccuparci del nostro sesso perché se sei donna, se proprio devono licenziare qualcuno, scelgono te, altrimenti se sei uomo, rimani.”

Mafia accademica

Da Cosa Nostra una volta affiliati non si può più uscire, da questo sistema sì e se non lo si accetta o lo si contesta si è vittima di una raffinata lupara bianca: l’isolamento. A differenza che nella mafia nel sistema non ci sporca mai le mani, non occorre fare alcuno sgarbo al disturbatore, perché si va avanti se il vento soffia orientato sulle proprie vele, se non c’è vento è impossibile avanzare.

L’università col virus

È inevitabile ammettere che spesso gli studenti sono poco interessati ai programmi scolastici, boriosi e tradizionali. Ne consegue che molti, non tutti, si impegnano meno a scuola e più all’università. è per caso una colpa questa?

Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.

“Non dobbiamo parlare di sicurezza solo quando si va ai concerti o in discoteca”

“Ad ottobre sono iniziate le lezioni quindi io, il primo giorno, mi presento al Monastero dei Benedettini e una volta entrata in aula noto che è davvero piccola per ospitare più di cento persone. C’erano solo scale, non potevo scenderle con la mia carrozzina. Dopo pochi minuti iniziò la lotta per i posti: chi lo trovava si sedeva, tutti gli altri stavano sui gradini o fuori dall’aula”, racconta Serena: studentessa di Lettere e aspirante giornalista.

Un caffè, un voto.

“Sono stato contattato da un sacco di persone – ci raccontano un po’ da tutte le facoltà – mi dicono che loro ci credono veramente, che sanno che sono stato già contattato da un sacco di persone (e te credo!) e che contano sul mio appoggio. I più educati dicono di volermi offrire un caffè”. Elezioni universitarie del 23 e 24 ottobre 2018, ecco il biglietto da visita.

L’università pubblica, ma per pochi

Cinquemila studenti catanesi hanno iniziato l’anno accademico senza il contributo economico della borsa di studio, mentre altri mille non potranno utilizzare l’alloggio che gli spetta di diritto. Una copertura dei contributi che non va oltre il quaranta per cento dell’intero ateneo catanese.

Me ne vado o resto?

51.441 ragazzi siciliani si sono già trasferiti altrove. Ma c’è pure chi alla statistica vuol sfuggire…