Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.

“Non dobbiamo parlare di sicurezza solo quando si va ai concerti o in discoteca”

“Ad ottobre sono iniziate le lezioni quindi io, il primo giorno, mi presento al Monastero dei Benedettini e una volta entrata in aula noto che è davvero piccola per ospitare più di cento persone. C’erano solo scale, non potevo scenderle con la mia carrozzina. Dopo pochi minuti iniziò la lotta per i posti: chi lo trovava si sedeva, tutti gli altri stavano sui gradini o fuori dall’aula”, racconta Serena: studentessa di Lettere e aspirante giornalista.

Un caffè, un voto.

“Sono stato contattato da un sacco di persone – ci raccontano un po’ da tutte le facoltà – mi dicono che loro ci credono veramente, che sanno che sono stato già contattato da un sacco di persone (e te credo!) e che contano sul mio appoggio. I più educati dicono di volermi offrire un caffè”. Elezioni universitarie del 23 e 24 ottobre 2018, ecco il biglietto da visita.

L’università pubblica, ma per pochi

Cinquemila studenti catanesi hanno iniziato l’anno accademico senza il contributo economico della borsa di studio, mentre altri mille non potranno utilizzare l’alloggio che gli spetta di diritto. Una copertura dei contributi che non va oltre il quaranta per cento dell’intero ateneo catanese.

Me ne vado o resto?

51.441 ragazzi siciliani si sono già trasferiti altrove. Ma c’è pure chi alla statistica vuol sfuggire…

Il rettore Pignataro, gli studenti, la libertà di espressione

Ma perché gli studenti e i cittadini comuni non possono fare un’assemblea contro la riforma costituzionale, mentre la ministra Boschi sei mesi fa e Renzi sino all’altro ieri possono invece propagandare nell’università le loro riforme?”. La risposta gli studenti è solo una: “L’assemblea la faremo lo stesso, con o senza autorizzazione. Il 21 novembre nello spiazzale dei Benedettini sarà aperta a chiunque vorrà partecipare.

Le stanze che non abitiamo

Stanze vicine di case diverse

All’incirca al tempo in cui Margherita Emme scoprì con disappunto e un po’ di piacere che in effetti – e nonostante tutto – amava Fabio Bì e decideva mettendosi il calzino sinistro di andare a riprenderselo, in un palazzaccio al numero 40 di Via ///, il vecchio, Viola e Nazario abitavano tre stanze vicine di case diverse.

 

MafiaMaps, una raccolta fondi per individuare le mafie

MafiaMaps è il primo progetto di un’App che permetta ad ogni cittadino la ricerca e la visualizzazione di carte geografiche sul fenomeno mafioso in Italia direttamente dal proprio smartphone, ovunque esso si trovi. Non si tratterà di semplici mappe, ma di una vera e propria enciclopedia geografica portatile, la prima del suo genere.