La buona scuola 

“Io credo che l’oggetto detta il metodo: in alcuni casi possiamo tollerare l’uso di strumenti digitali, in altri no. Il futuro della scuola deve essere la presenza fisica, dobbiamo preservare a tutti i costi la socialità. È lungimirante pensare che la scuola è fatta di corpi, materia, persone, voci, rumori.” 

L’università col virus

È inevitabile ammettere che spesso gli studenti sono poco interessati ai programmi scolastici, boriosi e tradizionali. Ne consegue che molti, non tutti, si impegnano meno a scuola e più all’università. è per caso una colpa questa?

Scuola o azienda?

“Come si può dare voce alle proprie capacità critiche con un nuovissimo esame di stato che sembra pretendere l’omologazione degli studenti? Dove verrà nascosta la nostra amata creatività?”- si domanda Agata, studentessa del Liceo classico Nicola Spedalieri.

Mandateci un esercito di insegnanti e di assistenti sociali

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura a Catania e ha chiesto, per bocca del Procuratore, l’intervento dei militari per il controllo della città, l’impiego di più telecamere, un ricorso maggiore al Daspo urbano. Ma sono il degrado sociale, la povertà economica, culturale e affettiva che generano violenza. E non basta un poliziotto per applicare la legge in una società disperata. Serve ristabilire un patto sociale, serve applicare la Costituzione, serve consegnare giustizia. Serve dare un lavoro stabile a chi vive di espedienti.

Movimento del ’19: stanchi di sopravvivere

Sappiamo perfettamente che non riusciremo a cambiare nulla quest’anno. Il nostro movimento vuole modificare l’esame per le generazione future e in questo ci incoraggia tanto il fatto che tanti ragazzi più piccoli ci seguono e supportano, senza bisogno di essere incentivati.

Reprimere o educare?

Da alcuni giorni la Questura di Catania è impegnata con ingenti uomini e mezzi a organizzare retate nelle scuole superiori della città. Su disposizione del Questore, Alberto Francini, i poliziotti irrompono nelle scuole durante l’orario di ricreazione con l’obiettivo di sorprendere studentesse e studenti in possesso di droghe leggere o intenti a fumare sigarette di tabacco in aree nelle quali il fumo è vietato. Le posizioni di docenti e studenti.

Scuola di polizia

Stamattina le volanti della polizia di Stato si sono recate in una scuola del lungomare. Hanno fatto ingresso nei locali scolastici durante la ricreazione e hanno beccato nove ragazzi che si stavano fumando delle sigarette. Sigarette, semplici sigarette.

Insegnante contesta presenza esercito a scuola. E la dirigente lo sanziona

Ribadendo ancora una volta la fondatezza e legittimità delle mie affermazioni pubbliche contro il “progetto” della Brigata “Aosta” di esaltazione del disvalore della guerra e di mistificazione di una delle pagine più nere della storia italiana (il 1° Conflitto mondiale), riaffermo il diritto-dovere come educatore, pacifista, antimilitarista e obiettore di coscienza di respingere ogni forma di militarizzazione delle istituzioni scolastiche.