SCUOLE ARMATE E MILITARIZZAZIONE DELL’ISTRUZIONE IN ITALIA

Dove va la scuola italiana? Alla guerra… Contemporaneamente alla progressiva privatizzazione e precarizzazione del sistema educativo, si assiste ad un soffocante processo di militarizzazione delle istituzioni scolastiche e degli stessi contenuti culturali e formativi.

Schierate in Sicilia le forze dell’ordine contro gli assembramenti di studenti

“Si informa la S.V. che questo Ufficio, al fine di dare attuazione alle  recenti disposizioni normative in merito al contenimento della diffusione  del virus Covid-19, con cui sono state introdotte misure di maggiore rigore  per via dell’aggravamento della situazione sanitaria dovuta all’andamento  della curva epidemiologica registratasi sul territorio nazionale, ha  disposto lo svolgimento di mirate attività di controllo a cura delle Forze dell’ordine da effettuarsi al di fuori degli istituti scolastici”, scrive  il Prefetto del capoluogo siciliano, Giuseppe Forlani.”

Ritorno a scuola

Non deve farci paura, la riforma della scuola. Bisogna iniziare da subito a elaborare un modello diverso, innovativo di scuola, oltre gli schemi e le rigidità attuali, un modello inclusivo.

La buona scuola 

“Io credo che l’oggetto detta il metodo: in alcuni casi possiamo tollerare l’uso di strumenti digitali, in altri no. Il futuro della scuola deve essere la presenza fisica, dobbiamo preservare a tutti i costi la socialità. È lungimirante pensare che la scuola è fatta di corpi, materia, persone, voci, rumori.” 

L’università col virus

È inevitabile ammettere che spesso gli studenti sono poco interessati ai programmi scolastici, boriosi e tradizionali. Ne consegue che molti, non tutti, si impegnano meno a scuola e più all’università. è per caso una colpa questa?

Scuola o azienda?

“Come si può dare voce alle proprie capacità critiche con un nuovissimo esame di stato che sembra pretendere l’omologazione degli studenti? Dove verrà nascosta la nostra amata creatività?”- si domanda Agata, studentessa del Liceo classico Nicola Spedalieri.

Mandateci un esercito di insegnanti e di assistenti sociali

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura a Catania e ha chiesto, per bocca del Procuratore, l’intervento dei militari per il controllo della città, l’impiego di più telecamere, un ricorso maggiore al Daspo urbano. Ma sono il degrado sociale, la povertà economica, culturale e affettiva che generano violenza. E non basta un poliziotto per applicare la legge in una società disperata. Serve ristabilire un patto sociale, serve applicare la Costituzione, serve consegnare giustizia. Serve dare un lavoro stabile a chi vive di espedienti.

Movimento del ’19: stanchi di sopravvivere

Sappiamo perfettamente che non riusciremo a cambiare nulla quest’anno. Il nostro movimento vuole modificare l’esame per le generazione future e in questo ci incoraggia tanto il fatto che tanti ragazzi più piccoli ci seguono e supportano, senza bisogno di essere incentivati.