O scappi. O muori

A Catania non si spara più. Però intanto l’anno scorso è stata la volta di un ventinovenne: qualcuno ha provato a sparargli vicino al Castello Ursino, lui ha cercato di scappare a piedi per salvarsi. Mentre nel 2010, poco più su, nell’Antico Corso, un uomo ha fatto un’altra sparatoria, ferendo senza che c’entrasse una studentessa. Rimasta paralizzata per sempre dopo “l’incidente”.

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“A San Cristoforo la mafia non esiste!”

Famiglie mafiose che hanno sostituito lo Stato nel controllo del territorio. Fino a togliere al quartiere il diritto al lavoro, il diritto di andare a scuola o il diritto di avere spazi sociali, come piazza Don Puglisi o piazza Don Bonomo, controllate dallo spaccio gestito dalla manovalanza mafiosa. Insomma, noi poniamo un problema morale, sociale e politico, e lo facciamo con delle domande al consigliere Pellegrino.

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Le regole del quartiere

La mamma di Micael ha ventinove anni, ha il viso stanco ma è bella. Ha due figli, oltre Micael, c’è Federico che ha appena un anno. Suo marito è in carcere, ci resterà altri undici anni, per traffico di droga. Vorrebbe andare via dal quartiere, ma non si può permettere una casa altrove. Mentre Micael corre verso la piazzetta, la madre continua “L’anno prossimo lo iscrivo a boxe. Qui o picchi più degli altri, o non ci stai. A me non piace che mio figlio cresca così, ma è la filosofia del quartiere e noi ci dobbiamo adattare”.

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La periferia che non va di moda

‘A Venella è il posto dove vendono l’eroina più schifosa di tutta Secondigliano, quei fatti che, nel pullman, i tossici bestemmiavano come a che quando, a causa della rota, dovevano scendere prima e comprarsi il pezzo là. Questo succedeva anni fa, quando sul corso ci stava ancora lo spartitraffico e nelle ore di punta restavi intasato per ore prima di arrivare a Scampia. Oggi nella Venella la roba si vende ancora, forse un po’ meno di prima e la vendono quelli di via Vanella Grassi, il vicolo affianco, di cui tutti parlano a causa della cosca omonima, che in questi ultimi mesi ha visto alcuni affiliati fare il voltafaccia e contendersi lo spaccio con gli ex amici.

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Perché a Librino il 90% di NO al referendum

È stata insomma anche una reazione al malessere sempre più grande che attanaglia soprattutto le periferie, e spero che anche per le elezioni amministrative e politiche la gente capisca pure che se non ha un lavoro e spesso non ha niente da mangiare, accettare promesse di lavoro che non si concretizzeranno mai o semplicemente pacchi di spesa, non risolve una condizione di marginalità a cui i molti hanno deciso di relegarli.

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Liberiamoci!

Dipingere la libertà nelle periferie di Trapani

“Quale dei due pupi vorreste essere?” chiedo a due bambini. “Io non vorrei essere uno dei due pupi” risponde Daniele “io vorrei essere come Matteo Messina Denaro perché è furtuni. Lui quando passano gli sbirri gli fa ciao con la mano”. Invece Aria, di sette anni, dopo averci pensato un po’, risponde “Io sono il cavaliere verde, quello a terra, perché anche se sembra sconfitto in realtà taglia il filo a quello cattivo. E poi il verde è il mio colore preferito”.

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Pesci piccoli

Quando cresci per strada e il comune non ti ascolta, la scuola non ti insegna che ci sono altri modi di vivere, altri tipi di scelte, e la famiglia è assente, ciò che conta sei tu, guadagnarti il rispetto, e quanto è necessario essere sempre più forte degli altri. E cresci con la convinzione che tu puoi avere il mondo, che è già tutto nelle tue mani, che niente e nessuno merita più rispetto di te.

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