mare nostrum Archivi - I Siciliani Giovani

La solidarietà non è un crimine

Tutte le segnalazioni sono il frutto di richieste di aiuto che mi sono state indirizzate non da battelli in partenza dalla Libia, ovvero al momento di salpare, ma da natanti in difficoltà al largo delle coste africane, al di fuori delle acque territoriali libiche e comunque dopo ore di navigazione precaria e pericolosa. Quando mi è stata comunicata nella richiesta di aiuto, ho specificato anche la posizione in mare più o meno esatta del natante (…). In buona sostanza, cerco di avere ogni volta le informazioni che mi sono state indicate proprio dalla Guardia Costiera Italiana. 

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Emigranti – Il costo dell’accoglienza

Il Ministro dell’interno Minniti lamenta che l’attivazione di nuove strutture per l’accoglienza temporanea in tutto il territorio nazionale ha generato nel bilancio 2015 un debito pari a  211.529.585 euro. Conti alla mano, la spesa governativa per la gestione di CARA e CIE, due anni fa, è stata di 821.575.512 euro. Non poco, considerate le pessime condizioni di vita di migliaia di “ospiti” all’interno della maggior parte dei centri attivati.

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Cos’ha davvero detto il giudice Zuccaro

Relazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, Carmelo Zuccaro e del  sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catania, Andrea Bonomo al “Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione”.

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Manifestazione Euromediterranea No Frontex

Catania è la città che ha visto l’arrivo dei ventotto superstiti del 18 aprile 2015 sotto grandi riflettori mediatici, ed il suo porto conta trenta sbarchi, ma c’è un’altra ragione per volere qui questa manifestazione. Nel cuore del suo centro storico, l’ex monastero di Santa Chiara è diventato, per volontà politica dell’amministrazione comunale, sede operativa di Frontex, distaccamento di Varsavia. Ristrutturata a spese della Regione per diventare area culturale, a pochi passi dal Castello Ursino, viene sottratta alla cittadinanza e ai turisti per essere trasformata in zona militare.

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