Ragazzi di Librino

Tre morti in dieci giorni, un bollettino di guerra. Ma per loro nessuno dichiarerà il lutto cittadino. Sono le ultime ruote del carro, indifendibili ladruncoli. Qualcuno penserà persino che se lo siano meritato. Dichiararli colpevoli delle loro terribili morti sarà per chi governa l’unico modo per autoassolversi. Ma nessuno potrà tacere la sofferenza di una parte di città costretta a vivere nel degrado sociale, culturale, economico.

Bomba a Librino

Questa notte  una bomba è esplosa davanti una tabaccheria di Librino . Morto un giovane di 26 anni. Il locale commerciale è gestito dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi, l’esponente più significativo dell’opposizione all’attuale amministrazione in Consiglio Comunale. 

“U Santu Bambino era una cosa bella”

Negli ultimi anni, il centro storico di Catania è stato privato di quattro strutture ospedaliere: il “Vittorio Emanuele” con reparto di pronto soccorso; il “Santa Marta” che ospitava gli ambulatori di clinica oculistica; il “Ferrarotto” chiuso già da anni specializzato in Chirurgia trasferito all’attuale Policlinico di Catania e il “Santo Bambino”, presidio specializzato in Maternità con reparti di Ostetricia e Ginecologia, chiuso da qualche giorno.

“E ora parliamo noi”

“Siamo una ventina di famiglie, con quindici bambini, e occupiamo la Cattedrale…”. Disperazione, rabbia, titolano i giornali. Ma non è così. Con lucidità, ragionando, i senzacasa descrivono i meccanismi e le radici della loro emarginazione. Chi ne è responsabile. E cosa si può fare subito per rendere meno inumana la vita in questa città.

Perché a Librino il 90% di NO al referendum

È stata insomma anche una reazione al malessere sempre più grande che attanaglia soprattutto le periferie, e spero che anche per le elezioni amministrative e politiche la gente capisca pure che se non ha un lavoro e spesso non ha niente da mangiare, accettare promesse di lavoro che non si concretizzeranno mai o semplicemente pacchi di spesa, non risolve una condizione di marginalità a cui i molti hanno deciso di relegarli.

Catania, i quartieri periferici e quelli del centro storico

Intervista a Sara Fagone, segretaria della Camera del lavoro di Librino

“C’è una grande distanza tra politici e popolo, lo dimostra il fatto che sempre meno gente va a votare, inoltre gli eletti non conoscono il territorio e i reali bisogni delle persone. Ma credo anche che una parte di responsabilità sia da attribuire alla rassegnazione dei cittadini.”

Brucia Catania

Brucia l’illecito

Brucia la sua periferia tra Zia Lisa, Librino, San Giorgio, fino all’Oasi del Simeto. Brucia Monte Po e la discarica abusiva di cui tutti sanno e a cui nessuno provvede. Brucia l’amianto ed i rifiuti illeciti. Brucia la plastica. Chiudi le finestre ma il puzzo ti entra fin dentro i polmoni. Sono tossici che tossisci, tossisci, tossisci…

Passeggiando per Librino

L’ospedale San Marco era nato dall’idea di sostituire il vecchio Vittorio Emanuele (O.V.E.), situato in una zona trafficata. La consegna era prevista per la primavera del 2013, poi venne rinviata alla primavera del 2014 ma, a oggi, dell’ospedale San Marco esistono soltanto le strutture murarie.

Principessa

Luciano Bruno

Luciano Bruno, giornalista antimafia, ha voluto che il quartiere di Librino facesse da sfondo alla prima del suo spettacolo in onore della sua Principessa