Brucia Catania

Brucia l’illecito

Brucia Catania, brucia la sua periferia tra Zia Lisa, Librino, San Giorgio, fino all’Oasi del Simeto.

Brucia Monte Po e la discarica abusiva di cui tutti sanno e a cui nessuno provvede. Brucia l’amianto ed i rifiuti illeciti. Brucia la plastica.

Chiudi le finestre ma il puzzo ti entra fin dentro i polmoni. Sono tossici che tossisci, tossisci, tossisci…

Un comunicato dell’ufficio stampa del comune ci informa che domenica mattina la situazione è ritornata alla normalità. Eppure proprio domenica mattina nei cieli di Via Palermo, era ben visibile una nube fitta e nera. Stava andando a fuoco il deposito con i caravan dei campi Rom.

Questi Rom che si rifiutano di spostarsi in alloggi di emergenza e preferiscono trovare riparo “presso altre comunità della medesima etnia”. Questi Rom, oggetto di controversie politiche e intellettuali. Questi Rom che distraggono l’attenzione dal vero cancro di questa città: l’ incuria.

“Sputa in cielo che ti torna in faccia” direbbe qualcuno, ma qui il cielo non si distingue e l’aria è irrespirabile.

Nel 2009 fu scoperta una discarica con materiali altamente tossici nel luogo che nel 2003 doveva diventare la più grande area verde di Catania. I quartieri interessati sempre quelli di Monte Po, Librino, Nesima e San Giorgio. Non sono mai stati effettuati controlli seri e ad oggi continua ad essere una discarica sotto gli occhi ed il naso di tutti abitanti della zona. 

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