“Nessuno si salva da solo”, ma i migranti?

Ma ancora fuori dall’Alan Kurdi e dall’Aita Mari si contano i morti in mare: “Dodici persone sono decedute, cinquantaquattro sopravvissute e poi deportate a Tripoli, Malta ha agito illegalmente favorendo il trasferimento in Libia dei migranti. Questa non è la prima che Malta agisce da criminale, infatti è prassi: le persone tentano di scappare dai centri di detenzione libici per raggiungere le coste europee, non vengono soccorse per più tempo possibile dalle autorità competenti che ne sono a conoscenza. A questo punto interviene o la società civile se può, oppure Malta respingendo e portando in Libia chi è scappato da guerre e torture” afferma Casarini.

La relatività del male

D’altronde legislazioni dei paesi europei rendono il traffico illegale l’unico modo per raggiungere le coste europee: così, come i topi in gabbia, degli esseri umani, colpevoli soltanto di essere nati nella parte sbagliata del globo, affidano la loro vita alla speranza. Perché in Libia c’è la guerra, quella con le bombe, le mitragliatrici e il coprifuoco. Quella che formalmente il nostro paese ripudia ma che spesso sostiene in modo neanche troppo celato. Quella che, con la stessa facilità con cui a Risiko si spazzano dal tabellone i carri armati nemici, uccide civili: uomini, donne, bambini. Quella che noi italiani, fortunatamente, conosciamo solo dalla lettura dei libri di storia o dai racconti, neanche troppo nitidi, dei nostri nonni.

I sommersi e i salvati

Noi donne e uomini della Catania buona abbiamo accolto sul molo quei marinai, il molo che vide partire i nostri emigranti, i nostri nonni. I marinai in silenzio stringono le nostre mani. Mani che lottano per i diritti in terraferma, mani che lottano in mare per “i sommersi e i salvati”.

Un arancino per accogliere

L’arancino è diventato un simbolo di solidarietà e accoglienza. “Avremmo voluto darli ai 177 migranti, ma ovviamente non ce lo hanno permesso” dice una manifestante. “Il cibo da noi in Sicilia è un modo per accogliere gli ospiti” raccontano. “Abbiamo mostrato pacificamente che Catania è aperta, solidale. La città vuol far capire il suo dissenso sugli ostaggi della Diciotti” dichiara uno degli organizzatori. 

Le mani aperte di Joy

Con il Juju, rito presente nella cultura religiosa nigeriana, ogni ragazza prometteva di pagare i soldi del viaggio ai trafficanti, una volta arrivati in Europa. Di pagarlo interamente. Altrimenti lei e la sua famiglia sarebbero impazziti oppure morti. Debiti che vanno dai 20 ai 70mila euro.

La pasqua del diavolo

“Europa , cosa ti è successo?”, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. È questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come “patria dei diritti”.
Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth: “Ero affamato, assetato, forestiero…”. È quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. È questa la carne viva di Cristo oggi.

La solidarietà non è un crimine

Tutte le segnalazioni sono il frutto di richieste di aiuto che mi sono state indirizzate non da battelli in partenza dalla Libia, ovvero al momento di salpare, ma da natanti in difficoltà al largo delle coste africane, al di fuori delle acque territoriali libiche e comunque dopo ore di navigazione precaria e pericolosa. Quando mi è stata comunicata nella richiesta di aiuto, ho specificato anche la posizione in mare più o meno esatta del natante (…). In buona sostanza, cerco di avere ogni volta le informazioni che mi sono state indicate proprio dalla Guardia Costiera Italiana. 

Migranti, salvare le vite prima di tutto

Troviamo insieme forme e modi per far sentire nelle nostre città, davanti alle prefetture, ai porti, la voce troppo spesso rimasta isolata di chi non vuole essere ancora complice di ulteriori misfatti. Verrà presto il tempo delle decisioni politiche, nazionali e dell’Unione, verrà la necessità di uscire da un approccio emergenziale e proibizionista che porta soltanto a riempire ogni giorno sempre di più quella fossa comune che è oggi il Mediterraneo Centrale. Ma oggi, qui e ora, dobbiamo decidere, anche individualmente, da che parte stare.

Cos’ha davvero detto il giudice Zuccaro

Relazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, Carmelo Zuccaro e del  sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catania, Andrea Bonomo al “Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione”.